Greenplanet.net - organic food & natural lifestyle

Saturday
Oct 11th
Home

RINCARO DEL FRUMENTO E SEMOLA: UNIONALIMENTARI INCONTRA I PASTAI ITALIANI

E-mail Stampa PDF
 Si è tenuto oggi, presso la sede Api di Brescia, l'incontro tra imprese di pastificazione e molini del centro-nord Italia Organizzato da UnionAlimentari-Confapi Presieduto dai Presidenti UnionAlimentari del settore pasta, Massimo Andalini , e del settore pane e sostitutivi, Giorgio Zubani , volto a delineare un quadro di riferimento e delle possibili strategie d'azione che la piccola e media industria di trasformazione può adottare per fronteggiare il cospicuo e inarrestabile incremento del prezzo del frumento e della semola. All'incontro erano presenti numerosi imprenditori del settore e il Direttore Generale del Consorzio Agrario di Parma, dott. Massimo Facchini.
 
Quello che è emerso è stata una chiara necessità, da parte delle aziende pastaie, di affrontare una situazione che, seppur riguardante l'intero mercato mondiale, ha in Italia delle caratteristiche peculiari che la rendono ancor più insostenibile: la pasta è considerata un prodotto convenienza e per questo è fortemente deprezzata; basti pensare che l'indice di aumento medio dell'intero paniere Istat, dal 1995 a maggio 2007, fatta base 100, è stato di 26 punti. La pasta, invece, ha registrato un aumento che, oltre ad essere al di sotto della media (solo +8,1 punti) è bassissimo rispetto a quello di altri beni affini, tipo il riso (+21). Un vero paradosso se si pensa che il suo consumo è molto elevato ed è in costante crescita e se viene confrontato con i prezzi degli altri alimenti assimilabili. Comparandola, ad esempio, con il riso emerge che 3 kg di pasta costano quanto 1 kg di riso, nonostante la pasta sia consumata in media 5 volte alla settimana, il riso una sola volta.

Sul fronte del mercato del frumento, invece, emerge che l'elevata produzione nazionale di grano duro (1.350.000 ettari coltivati a grano duro, con aumenti di superficie previsti per il 2008) è insufficiente rispetto al fabbisogno interno (circa 60 milioni di quintali) e l'importazione di grano estero, che presto raggiungerà il 50% del fabbisogno interno rispetto all'attuale 30-35%, comporta l'utilizzo di materia prima di qualità inferiore.

Come afferma Massimo Andalini , Presidente del settore pasta UnionAlimentari: "Dall'incontro è emersa una chiara disorganizzazione dell'intera filiera: dall'agricoltore che è "pronto a deposito", a quotazioni di frumento che, in questi giorni, variano più volte nella stessa giornata, ai molini che vendono a cadenza giornaliera e a piccole partite. Oltre che ad un'assenza di coesione all'interno del comparto dei pastai".

"Per questo sarà compito di UnionAlimentari promuovere contratti quadro che coinvolgano i soggetti della filiera, dall'agricoltore al produttore di pasta, e che siano economicamente vantaggiosi per tutti. A questo dovranno affiancarsi investimenti in ricerca e diversificazione che saranno fattibili solo se, anche a valle, ci sarà uno sforzo coerente: è auspicata, infatti, una rivalutazione percettiva della qualità della pasta italiana affinché questa venga considerata un bene commodity e sia riconosciuta l'elevata qualità del prodotto finito che i piccoli e medi pastai italiani, da sempre, garantiscono".


Ufficio stampa UnionAlimentari
Anna Parolini
Roma, 26 luglio 2007
 

Video: Non è vero che tutto va peggio