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VICENZA, TUTTI IN PIAZZA DELLE BIO-ERBE

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L'assessore al commercio Gallo: chioschi medievali con mercato biologico di ortofrutta e prodotti tipici

«Se sarò ancora assessore quando saranno finiti i lavori riporterò piazza delle Erbe alla sua antica vocazione di mercato ortofrutticolo dei vicentini». Ernesto Gallo lo promette quasi con solennità. Tra il dire ed il fare ci sono però gli almeno 18 mesi di cantiere preventivati per ultimare il restauro della Basilica Palladiana ed una nuova consultazione amministrativa, che dista appunto lo stesso lasso di tempo.

Ad aumentare l'attesa, e qualche rimpianto, il progetto presentato a palazzo Negrisolo dal geometra Valter Balbo in collaborazione con i negozianti della storica piazza. Progetto sposato dall'assessore stesso: «L'idea è quella di un mercato biologico, come ho anche avuto occasione di ribadire al Consorzio Vicenza È. E come questa proposta di lavoro conferma». Di cosa si tratta lo spiega proprio il geometra Balbo: «Lo stato e il sottoutilizzo di Piazza delle Erbe sono noti a tutti. Il recupero funzionale passa dalla rivitalizzazione commerciale che per noi deve essere in sintonia con la secolare tradizione del luogo. Pertanto ci proponiamo di posizionare un certo numero di chioschi antichi, a forma di tenda medievale, modulabili, adatti alla vendita di prodotti agricoli e affidati alla gestione diretta di quei coltivatori della provincia che diano garanzie di qualità e di tipicità».

Un mercato dei prodotti del territorio vicentino che dovrebbe aggiungere valore turistico all'area, oltre che a rappresentare un appuntamento fisso per la spesa delle nostre massaie. Resta da definirne ancora la cadenza, se quotidiana come vorrebbero i proponenti, o settimanale come pensa l'assessore. Certo i manufatti, in leghe di rame ma con i sottoservizi, sarebbero un valore aggiunto. «Darebbero qualità e scelta ai consumatori - ricorda Balbo - sostegno economico alle aziende ortofrutticole provinciali che lavorano sui prodotti tipici e di qualità e continuità alle piccole aziende agricole a rischio chusura». La gestione sarebbe cooperativa, con sinergia fra le rappresentanze di categoria e una naturale rotazione della gestione in sintonia anche con la stagionalità dei prodotti.


Il Giornale di Vicenza, 25 luglio 2007
 

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