Mercoledì 25 Luglio 2007 12:02
L'assessore al commercio Gallo: chioschi medievali con mercato biologico di ortofrutta e prodotti tipici
«Se sarò ancora assessore
quando saranno finiti i lavori riporterò piazza delle Erbe alla sua
antica vocazione di mercato ortofrutticolo dei vicentini». Ernesto
Gallo lo promette quasi con solennità. Tra il dire ed il fare ci sono
però gli almeno 18 mesi di cantiere preventivati per ultimare il
restauro della Basilica Palladiana ed una nuova consultazione
amministrativa, che dista appunto lo stesso lasso di tempo.
Ad
aumentare l'attesa, e qualche rimpianto, il progetto presentato a
palazzo Negrisolo dal geometra Valter Balbo in collaborazione con i
negozianti della storica piazza. Progetto sposato dall'assessore
stesso: «L'idea è quella di un mercato biologico,
come ho anche avuto occasione di ribadire al Consorzio Vicenza È. E
come questa proposta di lavoro conferma». Di cosa si tratta lo spiega
proprio il geometra Balbo: «Lo stato e il sottoutilizzo di Piazza delle
Erbe sono noti a tutti. Il recupero funzionale passa dalla
rivitalizzazione commerciale che per noi deve essere in sintonia con la
secolare tradizione del luogo. Pertanto ci proponiamo di posizionare un
certo numero di chioschi antichi, a forma di tenda medievale,
modulabili, adatti alla vendita di prodotti agricoli e affidati alla
gestione diretta di quei coltivatori della provincia che diano garanzie
di qualità e di tipicità».
Un mercato dei prodotti del territorio
vicentino che dovrebbe aggiungere valore turistico all'area, oltre che
a rappresentare un appuntamento fisso per la spesa delle nostre
massaie. Resta da definirne ancora la cadenza, se quotidiana come
vorrebbero i proponenti, o settimanale come pensa l'assessore. Certo i
manufatti, in leghe di rame ma con i sottoservizi, sarebbero un valore
aggiunto. «Darebbero qualità e scelta ai consumatori - ricorda Balbo -
sostegno economico alle aziende ortofrutticole provinciali che lavorano
sui prodotti tipici e di qualità e continuità alle piccole aziende
agricole a rischio chusura». La gestione sarebbe cooperativa, con
sinergia fra le rappresentanze di categoria e una naturale rotazione
della gestione in sintonia anche con la stagionalità dei prodotti.
Il Giornale di Vicenza, 25 luglio 2007