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GREENPEACE, OGGI E DA SEMPRE CONTRO GLI OGM

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L'organizzazione ambientalista aderisce alla coalizione 'Italia-Europa Liberi Da Ogm'. Ha iniziato nel 1996 a lavorare per impedire il rilascio in ambiente di Ogm. Da allora molti tentativi di  introdurre Ogm sono falliti e la tecnologia è impantanata


no_gmo.jpgNO AGLI OGM PERCHE':

- L'industria biotech finora è riuscita a commercializzare OGM con due sole caratteristiche principali: la resistenza agli erbicidi e agli insetti.
- Dopo dieci anni di coltivazione a livello commerciale di OGM, la gran parte di queste sono ancora concentrate in un piccolo numero di Paesi. Nel 2006, la gran parte delle coltivazioni OGM erano concentrate in solo quattro Paesi: USA, Argentina, Brasile e Canada (il 70 per cento delle semine avviene in USA e Argentina).
- Il netto rifiuto verso il cibo OGM ha limitato l'industria a solo quattro colture principali, coltivate principalmente per uso industriale o mangimistico: soia, mais, cotone e colza. I tentativi fatti per
introdurre alimenti base come riso o frumento OGM, si sono impantanati a causa del forte rifiuto riscontrato.

Sono sempre di più le aziende che rifiutano gli Ogm. Greenpeace nel 2005 ha pubblicato un rapporto in cui dimostra che ben 27 delle 30 principali catene di supermercati a livello europeo hanno una policy non-Ogm per i loro prodotti. In Italia è praticamente impossibile trovare un prodotto etichettato Ogm sugli scaffali.

"In Italia, l'alimentazione animale -- spiega Federica Ferrario, responsabile della campagna Ogm di Greenpeace - è rimasto l'unico vero ricettacolo degli Ogm, perchè qui i consumatori ne perdono le tracce, dato che su prodotti quali latte, carne, uova e formaggio, le etichette non specificano se sono stati usati Ogm nell'alimentazione dell'animale di provenienza. Gli Ogm, in questo modo, sono entrati nelle stalle anche di alcuni dei prodotti più apprezzati, come nel caso del Parmigiano-Reggiano."

Lo scorso febbraio Greenpeace ha consegnato alla Commissione europea una petizione firmata da oltre un milione di cittadini europei per chiedere l'etichettatura obbligatoria dei prodotti derivanti da animali nutriti con Ogm.

"Il prossimo bersaglio del mondo biotech, è la nostra agricoltura, il nostro territorio" spiega Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace. "La coesistenza fra coltivazioni Ogm, biologiche e tradizionali è impossibile. Questa consultazione è l'occasione per scegliere un futuro sostenibile per la nostra agricoltura, che si deve continuare a caratterizzare per la sicurezza ambientale e alimentare e che punti sulla qualità, quindi, priva di Ogm."


Greenpeace, 24 luglio 2007
 

Video: Non è vero che tutto va peggio