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MANTOVA, MIRTILLI E RIBES PER PRODURRE ENERGIA PDF Stampa E-mail
Tuesday 24 July 2007

Ecco il pannello a pigmenti vegetali messo a punto da un pensionato

pannello_fotovoltaico.jpgIl display dello strumento si illumina e comincia a registrare la quantità di energia prodotta dal pannello fotovoltaico. Un prototipo, ancora molto lontano da quelli che già oggi si vedono sui tetti o sulle facciate di alcuni edifici. La vera differenza, però, non è nella forma del pannello o nei materiali con cui è costruito il modulo. La novità è dentro le cellette: niente silicio, ma frutta - dai mirtilli ai ribes, dai lamponi alle ciliegie - e verdura. A portare avanti anche a Mantova una sperimentazione che in futuro potrebbe rivoluzionare il mondo dell'energia prodotta con fonti rinnovabili è Ermes Pitocchi, un pensionato di Borgoforte con il pallino delle invenzioni e dei brevetti. Dopo cinquant'anni di carriera tutti dedicati allo studio e allo sviluppo di macchine per l'agricoltura, prodotte ed esportate in una ventina di paesi in tutto il mondo, ora Pitocchi si è lanciato nella ricerca e nella sperimentazione del pannello fotovoltaico che funziona con pigmenti vegetali.

«In Italia - racconta Pitocchi - la diffusione del fotovoltaico è frenata dall'alto costo di acquisto degli impianti e da un'incentivazione statale poco appetibile». Conti alla mano per installare i tre chilowatt di potenza necessari per un'utenza domestica bisogna prepararsi a spendere una cifra che oscilla tra i 25 e i 30mila euro. «E' vero che il silicio è uno degli elementi più diffusi al mondo - spiega Pitocchi - ma per essere impiegato nel fotovoltaico ha bisogno di un elevatissimo grado di purezza». Ed è proprio il processo di purificazione del silicio a far lievitare i costi degli impianti. «Le sperimentazioni avviate in tutto il mondo per sostituire il silicio nelle celle - aggiunge il pensionato - con il telluluro di cadmio, il gallio e il rame, non sembrano aver tracciato una strada alternativa a basso costo». Una strada che potrebbe essere spianata, invece, con i moduli che funzionano grazie ai pigmenti.

In pochi mesi Pitocchi ha messo a punto un prototipo di pannello fotovoltaico che funziona con due vetri, uno strato di policarbonato e con nove celle riempite di frutta e sale. Ciliegie, ribes, mirtilli, un mix di frutti di bosco, ma anche pomodoro, sia nella versione fresco che concentrato. «I materiali organici come i pigmenti vegetali - spiega Pitocchi - sono in grado di assorbire molto bene l'energia solare trasmettendola poi agli elettrodi che sono stati inseriti nella celle». Bastano pochi minuti sotto il sole per dimostrare che il pannello fotovoltaico alla frutta funziona. «Vede - sottolinea compiaciuto Pitocchi mentre con lo strumento rileva la produzione di energia elettrica - non siamo ancora ai livelli del silicio ma il sistema funziona». Il vero vantaggio, per il futuro, è rappresentato dai bassi costi di produzione dei pannelli. «Bisogna continuare a fare ricerca e ad investire - conclude Pitocchi - ma la strada è quella giusta».


La Gazzetta di Mantova, 24 luglio 2007
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