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LA PISCINA IN GIARDINO? FACILE, ECONOMICA E PERSINO BIO |
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Tuesday 24 July 2007 |
In Francia sono già un milione, in Italia 23mila e in aumento. Non è più un lusso per pochi. Dai 600 ai seimila euro
Turchesi come il mare ma molto più esclusive. Sono le piscine, da sempre simbolo di un lusso inaccessibile. Corredo di ville billionaire
e testimonianza di un conto in banca con parecchi zeri. Se il mare è di
tutti, la piscina è sempre stata per pochi. Anche il mitico Giorgio
Gaber cantava: "La piscina bella azzurra e trasparente è evidente che
sia un po' di destra, mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
sono di merda più che di sinistra". Ma a quanto pare le cose stanno
cambiando.
Se n'è accorto prima di tutti il quotidiano Le Monde
che nei giorni scorsi ha titolato "Le piscine creuse son sillon".
Secondo il giornale francese la piscina, prima alla portata di pochi,
ora è (quasi) per tutti. La prova è che più di un milione di francesi
hanno una lussuosa tinozza installata nel loro giardino. E il boom, a
livello europeo, è quantificato in una crescita di un 8% in più l'anno.
La straordinaria diffusione si spiega con un'offerta molto più varia e,
soprattutto, decisamente economica. Anche 700 metri quadrati di terreno
permettono di realizzare una piscina il cui budget può essere
sorprendentemente modesto.
Se si parla di low cost, però, la scelta inevitabilmente ricade su la
formula fuori dal terreno. Dimenticarsi dunque di piscine interrate e,
ancor di più, dei lussuosi modelli definiti a sfioro. La vasca posata
sull'erba semplifica la vita: è pratica, non ha bisogno di permessi per
essere costruita e il kit si può installare in un pomeriggio. Per i
maniaci dell'acquisto online bisogna tener conto che l'attrezzatura non
si può comprare in Internet ma solo nei negozi specializzati.
Se invece l'estetica è una necessità,
allora si torna sul modello tradizionale. Anche in questo caso le
strutture sono più abbordabili e veloci di un tempo.
Sono sufficienti quindici giorni di lavori e si possono convocare gli
amici per un tuffo. La misura media è di otto metri per quattro e il
calco può essere anche preformato in polistirolo. Il costo dell'intera
operazione? Pari a quello di una bella macchina: intorno ai 25 mila
euro. La manutenzione, croce dei proprietari, è diventata meno esosa.
Con 2500 euro si riscaldano 35 metri d'acqua.
E anche l'Italia sembra risentire della nuova mania. Forse anche per la
tropicalizzazione del clima. Le cifre del fenomeno però, rispetto alla
Francia, sono ancora minori anche se la crescita è evidente. Se la
Francia incide sul mercato europeo per il 36% l'Italia si limita al
4,4%. Secondo i dati resi noti nell'ultimo meeting di Assopiscine, le
vasche costruite in Italia sono 23 mila, poche rispetto al milione
francese. Tanta differenza, a quanto pare, dipende anche da una
legislazione incerta e da burocrazie comunali che scoraggiano i
proprietari.
Di conseguenza il boom italiano, secondo gli esperti di
www.piscine-prefabbricate.com, è limitato ai modelli fuori terra che,
da noi, costano dai 600 ai 6 mila euro e non richiedono permessi di
concezione edilizia. In questo caso l'altezza non può superare il metro
e cinquanta. Attenzione ai tuffi di testa, dunque. Ma c'è
un'alternativa ulteriore. L'ingegno italiano suggerisce anche piscine
fai da te: vasche di plastica come quelle dei bambini. Tempo massimo di
montaggio due ore.
Nel desiderio dei proprietari di costruire una piscina sta mutando
anche la motivazione. Se prima era uno status, ora è un'occasione di
socializzazione e una pratica di benessere. I modelli più avveniristici
sono quelli biologici.
In crescita del 36%. Trattano l'acqua come un tesoro, utilizzando
quella piovana che si raccoglie in speciali vasche di accumulo ed è
setacciata da filtri naturali o poliuretanici.
Repubblica, 24 luglio 2007
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