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NESTLE', LA NEW ENTRY NEL GOTHA DI BIG PHARMA PDF Stampa E-mail
Tuesday 24 July 2007

La svolta della casa svizzera con l´acquisizione di Novartis Nutrition: sempre più ricerca scientifica in settori quali l´assistenza pediatrica, gli alimenti sostitutivi per i malati di tumore o gli anziani, i cibi non glicemici per i diabetici

novartis.jpgC´è una new entry nel mondo di Big Pharma, ma ha un nome antico. E´ la Nestlè, multinazionale svizzera con 58 miliardi di euro di fatturato e una crescita interna del 5-6% l´anno, che ha acquistato per 2,5 miliardi di dollari la divisione ‘healthcare nutrition´ della Novartis. L´acquisizione valorizzerà ulteriormente l´impegno della Nestlé nella ricerca e sviluppo, un´area che già vale per il gruppo di Vevey oltre un miliardo di euro l´anno di investimenti. Le unità di ricerca sono diciassette, dislocate in Europa, America e Asia, con un totale di 3.700 ricercatori, di cui 680 nel centro di Losanna, inaugurato nel 1987, il centro nevralgico dell´area R&S del gruppo.

Nel Nestlé Research Center di Losanna, con filiazioni dirette a Tours in Francia e St.Louis negli Stati Uniti, si sono sviluppate finora ricerche su tre fronti: scienze biologiche, scienze alimentari e scienze nutrizionali. «Ora con l´integrazione con Novartis l´impegno sarà potenziato», conferma Richard Laube, Ceo di Nestlé Nutrition. «La nostra ricerca, sia nei laboratori che con sperimentazioni cliniche e ospedaliere, verte sostanzialmente su cinque aree: le cure geriatriche, quelle per le gastriti, la medicina pediatrica, il supporto alimentare per i trattamenti oncologici, il diabete. In tutti e cinque questi campi, l´acquisizione di Novartis Nutrition ci darà la possibilità di ampliare molto il nostro raggio d´azione». Per la medicina oncologica, ad esempio, la Nestlé non produciamo nuovi farmaci, ma studia «tutti quei preparati in grado di alimentare il paziente - spiega Laube - nel momento in cui questo ha a che fare con il drammatico momento della chemioterapia, con tutti i suoi effetti collaterali: nausea, vomito, incapacità di inghiottire. Noi cerchiamo di limitare questi effetti. Un discorso analogo vale per gli ammalati di gastriti gravi: noi cerchiamo di offrirgli alimenti, di solito in forma liquida, che siano facili da assorbire, e nel frattempo garantiscano il massimo apporto proteico e vitaminico possibile. Sono tutti alimenti facili da digerire, nutrienti e, perché no, anche gradevoli al gusto».

Su questa ‘gradevolezza al gusto´ si gioca la partita precipua per la Nestlé, l´azienda che produce cioccolatini, gelati, panettoni. «Un punto cruciale della nostra ricerca scientifica - spiega Marco Settembri, presidente del gruppo in Italia - è proprio quello di smentire l´antico detto: ciò che è buono fa male, e viceversa. Investiamo centinaia di milioni l´anno per dimostrare che è possibile creare un prodotto con capacità terapeutiche che sia anche gradevole al gusto, e questo è valido dagli omogeneizzati della linea Mio fino al latte in polvere per i neonati. Tanto per farle un esempio, spesso si è ritenuto necessario aggiungere sale o zucchero ad un prodotto in modo arbitrario, o comunque non necessario. Noi stiamo affinando la ricerca volta a minimizzare il più possibile l´utilizzo inutile di queste sostanze. E siamo già arrivati oltre la soglia fissata dall´Organizzazione Mondiale della Sanità, il che ovviamente per noi è motivo d´orgoglio». Altro punto nodale della ricerca Nestlè è la personalizzazione del prodotto. «Non le sembri strano per un gruppo così grosso come il nostro, ma personalizzare il prodotto, cioè renderlo via via adatto a gruppi sempre più ristretti di popolazione, è possibile: in America sono molto più avanti ma ora anche in Europa si stanno facendo passi avanti. Anche se la strada sarà ancora lunga c´è un grande business possibile».

Proprio nell´ottica della personalizzazione, spiega ancora Settembri, va interpretata la precedente acquisizione della Nestlè nel settore alimentare, l´anno scorso, l´americana Jenny Craig, specializzata appunto in questo particolare settore. Quanto ad acquisizioni, la prossima dovrebbe essere la Gerber, appena arriverà l´ok dell´antitrust europeo. Nel settore veterinario, che ha acquisito una crescente importanza nel gruppo, nel 2002 è nata Purina dalla fusione dell´americana Ralston e Friskies, un´azienda già nel gruppo svizzero. E´ diventato uno dei gruppi di riferimento nel comparto ‘petcare´ con un´imponente capacità di ricerca e sviluppo, con sorprendenti affinità con la ricerca umana: dall´allungamento della vita alle terapie antibiotiche.


Repubblica, 24 luglio 2007
Commenti (2)Add Comment
Boicottare la nestle'!!!
scritto da Daniela Dovolich , 30 July, 2007
Mi stupisco e rammarico che su questo bel sito si debba leggere un articolo cosi' positivo sulla Nestle'... senza che si faccia alcun riferimento alle cose immonde che il suo marchio significa.
La Nestle' andrebbe boicottata, e chi vive "bio" non puo' ignorarlo.
Spero ardentemente che l'articolo in questione venga rivisto e corretto al piu' presto.
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Boicottare la Nestlè
scritto da Saverio Zeni , 30 July, 2007
Gentile Daniela, probabilmente non è da molto che segui Greenplanet, altrimenti conosceresti il nostro punto di vista riguardo alla grandi aziende che operano in più campi. Sicuramente nel riportare tale articolo, forse un errore lo abbiamo commesso, un errore di presunzione.. ma sempre errore si tratta... ovvero quello di non allegare allo stesso articolo quelli correlati. In pratica, nel corso degli anni di vita di Greenplanet.net abbiamo riportato molte volte le attività di tale azienda, sia nelle attività positive che in quelle negative. Infatti se fai una semplice ricerca della parola chiave "Nestlè" salterà fuori dal nostro archivio centinaia di articoli. L'errore di presunzione che riconosciamo, sta nel fatto di aver dato per scontato che gli utenti partano dalla considerazione di conoscenza delle nostre posizioni, purtroppo non è così e ne prendiamo atto.
Questo non significa che riportare un articolo "positivo" nei riguardi della Nestlè debba significare che abbiamo abbandonato il diritto di critica o posizioni altrettanto critiche nei loro confronti. Come del resto siamo critici anche verso coloro che "propagandano" il boicottaggio di tale aziende, come di altre, per puro spirito di corpo, senza apportare nessuna proposta costruttiva per le soluzioni all'ecostenibilità.

Un cordiale saluto
Saverio Zeni
Direttore editoriale di Greenplanet.net
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