Sicuramente avranno novità
importanti e fresche da riferire i delegati italiani al sesto
congresso
dell'Ifoam,
International federation of organic agriculture movements, che si
riunità proprio in Italia nel giugno 2008: avranno da riferire
le novità uscite dalla Conferenza nazionale dell'agricoltura
annunciata dal ministro Paolo De Castro appunto per la prima metà
del 2008 con lo scopo di individuare gli obiettivi verso i quali
dovrà muoversi il settore. A Roma, giovedì, i lavori
preparatori della Conferenza nazionale sono iniziati con il convegno
"Agricoltura, istituzioni e società".Per il momento, la Conferenza dell'agricoltura è simile ad un uovo di Pasqua, con la differenza che non è fatta di cioccolato: bisognerà cioè vedere cosa ne verrà fuori. Ma, stando agli assaggi che se ne sono avuti al convegno di Roma, di biologico non ce ne sarà poi molto: durante il convegno, stando al testo dei discorsi riferiti dalle agenzie, il vocabolo è stato pronunciato soltanto dal presidente della Regione Puglia, Niki Vendola.
Le direttrici lungo le quali si cercherà di dar corpo alla Conferenza nazionale sono state enunciate dal ministro De Castro. Si tratta di tre filoni: competitività ed affermazione internazionale; sostenibilità ambientale; qualità intesa come sicurezza alimentare ed attenzione al consumatore. Tutti e tre questi temi erano presenti negli interventi dei rappresentanti istituzionali che hanno partecipato alla conferenza di Roma: cambiavano però nettamente gli accenti e le priorità individuate da ciascuno.
Il presidente della Regione Puglia, Niki Vendola, è stato l'unico ad indicare per l'agricoltura italiana una strada decisamente ecologica, biologica e sostenibile. Secondo Nuccio Cusumano, presidente della commissione Agricoltura del Senato, sono importanti invece la competitività e la conquista dei mercati esteri. Infine il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Marco Lion, si è concentrato sulla qualità e sulle aspettative dei consumatori, ma anche sulla gestione responsabile delle risorse naturali.
Secondo Vendola, l'agricoltura deve essere una sorta di scudo protettivo per l'ambiente, così come l'ambiente pulito e sano è il volano dello sviluppo agricolo. Dunque ha auspicato un'agricoltura "emancipata dall'abuso della chimica" e per la quale il biologico e la lotta integrata siano "una scelta strategica". Ha espresso un no netto ad un'agricoltura orientata verso i biocarburanti: sarebbe "un'idea luciferina" avere un agrosistema che produca energia anziché alimenti, e ha tratteggiato un futuro fatto di piccole centrali locali che sfruttano bio energie e bio masse.
Di toni completamente diverso il discorso di Cusumano. Il presidente della commissione Agricoltura del Senato ha fatto notare che nei Paesi emergenti - Cina, India... - un crescente numero di persone può cominciare a permettersi di mangiare i prodotti italiani di qualità: secondo lui l'agricoltura italiana deve essere forte per partire alla conquista di questi mercati, e considera indispensabile far crescere le dimensioni delle piccole e medie imprese attraverso "l'aggregazione per distretti o per filiera".
Ancora diversa la strada indicata da Lion, e solo per certi aspetti analoga a quella di Vendola. Secondo il presidente della commissione Agricoltura della Camera, il profilo economico e la salvaguardia del territorio "non sono antitetici, ma complementari". Sostiene la necessità che l'agricoltura faccia uso responsabile delle risorse naturali, e miri con decisione alla "piena affidabilità" e alla sicurezza alimentare che tanto sono care al consumatore, prendendo contemporaneamente le distanze da un modello produttivo che guarda alle esigenze della commercializzazione e dei mercati internazionali.
23 Luglio 2007



