Volontari di Ecopolis sono sbarcati sulla Never Land del ministro. Srotolato uno striscione: "Qui puoi costruire tutte le autostade che vuoi"
Se nella "real life" l'ambientalismo vince a parole, ma perde nei
fatti, nel mondo virtuale può succedere di tutto. Su Second Life
succede che Legambiente dica sì alle autostrade, tanto le colate di
cemento sono solo digitali. Accade che con un vero e proprio blitz gli
ambientalisti di Ecopolis sbarchino su Never Land, la terra del
"nemico", l'isola del ministro delle Infrastrutture, Antonio di Pietro,
quello che "vuole ricoprire l'Italia di cemento". Succede che gli
ecologisti srotolino uno striscione che è un'esortazione per l'ex pm
:"Qui puoi costruire tutte le autostrade che vuoi". Così, il dissenso nei confronti della politica dipietrista è passato dal Val di Susa a Second Life, la realtà virtuale creata nel 2003 dalla società americana Linden Lab. Mondo in cui il leader dell'Italia dei Valori ha realizzato una propria isola, e su cui ha addirittura tenuto una conferenza stampa.
L'incursione è partita oggi, verso le 15, da Ecopolis, il villaggio virtuale di Legambiente e de La Nuova Ecologia. Ecopolis è un modello di come dovrebbe essere la società di domani, con le case alimentate a pannelli solari, un impianto eolico che fornisce energia pulita e auto rigorosamente elettriche. Una città in cui si mangiano prodotti equi e solidali e le discariche non esistono. Perché la raccolta è differenziata, e l'immondizia, suddivisa in "mobili, oggetti generici, vestiti e notecards", può essere utilizzata da un altro avatar.
Alla protesta, raccontano i protagonisti, si sono aggiunti anche altri visitatori, mentre una parte degli avatar contattati dagli ambientalisti ha preferito non partecipare. Alla fine, il confronto diretto: una lunga discussione con alcuni dipietristi accorsi a difendere le idee del ministro.
La Repubblica, 20 luglio 2007



