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OBESITA', CARTOONS BANDITI DAL MARKETING ALIMENTARE

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L'iniziativa è partita negli Usa


shrek.jpgL'allarme globale sull'obesità è tanto grave che i ragazzi di questa generazione, per la prima volta nella storia, potrebbero essere i primi ad avere una vita più breve dei propri genitori per colpa delle malattie causate dall'obesità e dal soprappeso che interessano nel mondo un miliardo di persone, un numero superiore agli 800 milioni che soffrono di denutrizione. A sostenerlo è il Congresso Internazionale sull'Obesità.

Così anche McDonald's, insieme ad altri dieci grandi gruppi alimentari statunitensi, da Coca Cola e Kelloggs, da Kraft a Pepsi Cola, si è impegnato a combattere l'obesità cambiando strategia di marketing. Le aziende hanno promesso che negli spot di cibi e bevande destinati ai bambini di età inferiore ai dodici anni non ci saranno più gli eroi dei cartoni animati. D'ora in poi, dunque, oltreoceano i cartoon contraddistingueranno solo i prodotti ad alto contenuto salutistico, perché solo in quel caso vale la pena di condizionare i comportamenti dei più piccoli.

In Italia, la Coldiretti ne fa un modello che potrebbe essere valido anche in tutta Europa, dove si attende a breve una decisione analoga di fronte alle crescenti preoccupazioni per il diffondersi nelle nuove generazioni di casi di obesità e di disturbi alla salute collegati. Vanno in pensione Topolino, Shrek, Winnie the Pooh, le Principesse Disney o le Tartarughe Ninja. Del resto quelle stesse multinazionali operano anche nel Belpaese come nel resto dell'Eurozona.

Nell'Unione Europea oggi si contano tre milioni di giovani obesi, e in Italia il fenomeno sta crescendo in maniera esponenziale. "Per questo occorre intervenire nelle case e nelle scuole - sostiene la Coldiretti - con una maggiore attenzione ai menu anche delle mense, dove deve essere garantita la presenza di cibi sani come i prodotti tradizionali e la frutta e verdura locale".


Dire Giovani, 20 luglio 2007