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ASCEA (SA), IL COMUNE DIVENTA "BIOSPIAGGIA"

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Una saporita sorpresa per i bagnanti: vassoio di prodotti tipici e calice di fiano doc. Informazione, musica e spettacolo gli ingredienti per la promozione del bio-Cilento. Da sabato 21 luglio

Per tre giorni il Comune di Ascea sarà al centro dei riflettori con la sua biospiaggia. Sul litorale  "bandiera blu", infatti, i biobagnini daranno informazioni ai turisti sulle biodiversità del Cilento e sul rispetto del territorio e li omaggeranno anche con assaggi di prodotti tipici e un calice di Fiano Docg dell'Azienda Aminea di Montemarano (AV).

A suggellare l'impegno del Comune guidato dal sindaco Mario Rizzo, l'iniziativa si è arricchita di una serie di momenti musicali e di spettacolo, come sottolinea l'assessore allo spettacolo Alessandro D'Angiolillo, per la gioia di residenti e turisti di Ascea.

Infatti, sabato 21 luglio, giorno d'apertura di "Biospiaggia 2007", la Fee, organismo internazionale deputato al riconoscimento della "bandiera blu" per le acque marine più pulite, conferirà pubblicamente il prestigioso riconoscimento ad Ascea. Il tutto avverrà ne,lla piazza di Ascea, durante una tappa del tour "Miss the look of the year", alla presenza di Lucia Cassini, la cabarettista napoletanta considerata l'erede di Totò.

Sabato 28 luglio, invece sarà la volta del balletto dei due primi ballerini dell'opera di Bucarest diretti da Maria Moldovan. A conclusione dell'evento, il 13 agosto, un concerto dei Tinturìa, band siciliana, e infine del gruppo di Ascea "Comunicazione di servizio".

Nell'ambito della manifestazione "Biospiaggia 2007" un posto di rilievo occupa l'iniziativa "Salvaguardia delle biodiversità e la valorizzazione delle filiere di qualita", che intende sottolineare il lavoro avviato dal Comune di Ascea e dalle altre realtà aderenti al biodistretto Colline di Elea Velia per il recupero e la riqualificazione delle bioeccellenze, ovvero le principali produzioni tipiche del territorio, e degli endemismi che sono circoscritti e limitati a quest'area geografica.

Al regolamento Cee che ha previsto come sostenibile il 0,9% di contaminazione accidentale per il biologico, Ascea, primo comune in Europa, risponde con l'abbattimento della contaminazione allo zero tecnico, che secondo gli attuali sistemi di analisi attesta l'assoluta assenza di contaminazione.

Cos'è biospiaggia
"Biospiaggia 2007" e il biodistretto "Colline di Elea-Velia", di cui il Comune di Ascea è soggetto promotore, hanno l'obiettivo di allargare l'angolo visuale dalla realtà specificamente balneare ad una fruizione del territorio a 360°.
La spiaggia di Ascea è certamente un luogo di meritata attrazione, ma il biodistretto è anche Velia e tutti i territori rurali da cui derivano le bioeccellenze che lo hanno reso il primo biodistretto a livello europeo a farsi promotore di simili iniziative. Tale unicità conferma il Comune di Ascea come precursore in Europa della conservazione del territorio e del suo reindirizzamento verso un turismo di qualità, in vista di una sua fruizione rispettosa. 

«L'aspetto climatico è importante nel determinare flussi di viaggiatori, come è importante l'accrescimento del numero di strutture ricettive, ma è anche necessario destagionalizzare», spiega Raffaele D'Angiolillo, assessore all'agricoltura del Comune di Ascea e promotore del biodistretto delle Colline di Elea Velia.
E prosegue: «Abbiamo intenzione di rendere fruibile il nostro territorio durante tutto l'anno: il Festival dei legumi di Mandia che si svolgerà a settembre è un esempio di questo allargamento della forbice del flusso turistico. I siti culturali possono contribuire ad attivare questo processo, favorendo il miglioramento qualitativo del turismo 365 giorni l'anno. Siamo inoltre convinti che il turista di oggi sia molto attento all'alimentazione, alla salubrità dell'ambiente e al regime alimentare. La dieta mediterranea che è nata proprio nel Cilento, pertanto, non può che incontrare il loro interesse».

La costa del Cilento, in particolare, negli ultimi anni ha assunto un'importanza strategica nel settore del turismo balneare italiano, grazie al concorso di almeno 4 elementi: la presenza del Parco nazionale del Cilento che preserva l'ambiente; la presenza di aree interne considerabili quasi "inbread", isolate, che conservano le tradizioni nelle produzioni agroalimentari; il clima estivo non molto afoso; la presenza di immensi giacimenti culturali come Paestum e Velia; la cresciuta ricettività turistica fatta soprattutto di hotel e strutture agrituristiche.
E tali elementi favorevoli hanno incoraggiato il Comune di Ascea ad attivare tutta una serie di iniziative finalizzate alla promozione e allo sviluppo sostenibile integrato del territorio.

Endemismi
• Genista cilentana, tipica pianta cespugliosa simile alla ginestra, presente esclusivamente sulle scogliere cilentane, area Sic (Sito di interesse comunitario).

• Giglio marino, fiore tipico, condiviso con pochissimi altri Comuni italiani.

• Orchidea spontanea: a Catona, frazione di Ascea, esiste una valle di orchidee spontanee, assolutamente unica al mondo.

Bioeccellenze

• Legumi: a Mandia si coltiva un particolare tipo di legume dal sapore inconfondibile dato dalla composizione del terreno.

• Olio extravergine d'oliva della varietà pisciottana: è prodotto esclusivamente nei Comuni compresi tra Pisciotta e Ascea, da alberi di migliaia di anni e di dimensioni mastodontiche che riescono a produrre fino a 10/15 quintali di olive. Si tratta di una dop (denominazione origine protetta) dal gusto particolarmente dolce e dalla consistenza mielosa.

• Fico bianco del Cilento, una dop che matura in agosto caratterizzata da buccia delicata, polpa piuttosto chiara e contenuto in zucchero elevato dovuto alla quantità di potassio presente nel terreno.

• Cacioricotta cilentano:  ottenuto da latte di capra nera cilentana.

• Mozzarella nella mortella, caratterizzata da un sapore particolare ceduto dalle foglie di mirto in cui viene avvolta.

• Maiale nero del Cilento: è il maiale più antico del mondo, risalente al 750 a.C., quando era diffuso nelle aree romane, oggi per lo più presente nella regione Campania. Si tratta di una specie in via di estinzione sulla quale esiste un monitoraggio severo per evitare le consanguineità.

• Ceci di Cicerale: il cece ha dato il toponimo al paese dove veniva coltivato, l'emblema comunale  riporta la scritta terra quae cicera alit, a dimostrazione dell'importanza assunta da questa leguminosa povera, che rappresenta ancora oggi un prodotto di nicchia, con una produzione intorno ai 200 quintali. Tanti i tentativi di imitazione che il comune di Cicerale monitorizza per garantire ai reali produttori e ai consumatori finali una diffusione controllata a salvaguardia dell'originalità del  prodotto.


Cilento.it, 20 luglio 2007

 

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