La società telefonica, nata sulle ali del microcredito, ha sollevato l'economia del Bangladesh. E ora il suo inventore ha un piano per portare nei villaggi anche l'elettricità
Bangladesh, 26 marzo di dieci anni fa. Nel giorno in cui si festeggia l'indipendenza dal Pakistan, succede qualcosa che destinato a cambiare per sempre l'economia dellapiccola e povera nazione asiatica: sulla rete di GrameenPhone - una società di telefonia cellullare spuntata in un Paese dove quasi nessuno ha mai visto un telefono fisso - viene fatta la prima chiamata. Il 26 marzo di quest'anno, GrameenPhone ha contato 11 milioni di clienti. «La possibilità di telefonare - racconta Iqbal Quadir, un bangladeshi che insegna all'Mit - ha cambiato la vita nei villaggi e la microeconomia del Paese. Qualcuno dice che GrameePhone ha creato indirettamente un milione di posti di lavoro. E il suo contributo al Pil nazionale è stimato in 3 miliardi di dollari». E poi sfodera un largo sorriso: «È il doppio degli aiuti internazionali».
E, di sorridere, ne ha ben donde.
Sono stati i neuroni di Iqbal Quadir, a concepire l'idea di GrameenPhone. Una società che porta il nome della GrameenBank di Muhammad Yunus - l'inventore del microcredito e per questo baciato dal Nobel - che si è occupata di distribuire i telefoni nei villaggi con il sistema dei piccoli prestiti, facendo così in modo che i diventassero sorgenti di guadagno per le
phone ladies del Bangladesh rurale. E una società controllata dalla norvegese Telenor, l'unica ad aver accettato di mettere su una rete cellulare in uno dei Paesi più poveri del pianeta. Ma l'idea è tutta sua.
«Oggi - dice con altrettanta soddisfazione Quadir, incontrato a Helsinki in occasione dell'European Business Leaders Convention - i clienti di GrameenPhone sono il doppio degli abitanti della Norvegia». Ma - soprattutto - il telefonino ha consentito agli abitanti del Bangladesh di uscire dal passato e dare fiato a un'imprenditoria da Ventunesimo secolo: come per esempio CellBazaar.com, un nuovo servizio per gli annunci personali via Sms.
A 49 anni, Quadir dirige il Programma per l'imprenditoria nei Paesi in via di sviluppo al Massachusetts Institute of Technology. Dopo aver venduto tutte le azioni di GrameenPhone (e dopo aver rimborsato con un bel capital gain
gli investitori che l'avevano sostenuto) è diventato «ricco a sufficienza», come dice lui stesso. È un acerrimo critico degli aiuti internazionali, perché l'approccio "dall'alto" incoraggia la corruzione nei Governi e non finisce per non arrivare alla popolazione. Ed è anche un grande sostenitore del capitalismo, come motore di un'imprenditoria "dal basso",«unica strada per guarire la piaga della povertà».
Ecco perché non ha nessuna intenzione di restare con le mani in mano. Dopo le comunicazioni, sta pensando di elevare ancora un po' la ricchezza del suo paese natale, con un altro progetto rivoluzionario: portare l'energia nei villaggi. Sarebbe il coronamento di una vita.
Il 26 marzo del 1971, anche il giovane Iqbal festeggia l'indipendenza dal Pakistan, ma durante quei nove, brutali mesi di guerra ha assistito alle atrocità immortalate da Joan Baez nella «Song of Bangladesh». L'anno dopo muore suo padre, in un incidente ferroviario. Altri due anni, e un'alluvione fa un milione e mezzo di vittime. Iqbal - un po' per gli eccellenti voti a scuola, un po' perché orfano - riesce ad agguantare il suo sogno: una borsa di studio in America.
Dopo la laurea, va a Wall Street a lavorare in una grande banca d'investimenti. Un giorno, la rete dei computer smette di funzionare. E lì, in attesa di poter ricominciare a lavorare, pensa: senza comunicazioni siamo tutti meno produttivi. Mentre è a New York, in giacca e cravatta, la memoria gli torna a quel lontano e povero 1971. Al giorno in cui fece dieci chilometri a piedi per comprare una medicina, salvo poi scoprire che il farmacista se n'era andato.
«Se avessi avuto il modo di comunicare - pensa -anch'io sarei stato più produttivo».Così, si mette in testa un'idea: brandire i telefoni come armi contro lapovertà,in un momento- correva il 1993 - in cui il cellulare era uno status symbol per ricchi. Certo non adatto a una popolazione che vive di media con un pugno di dollari all'anno. Ma l'idea è così forte che Quadir torna, armi e bagagli, nel natìo Bangladesh. «Ovviamente qualcuno mi prese per pazzo», racconta con un altro sorriso.
Quel che è successo dopo lo sappiamo già. Nel 2001, terminata l'operazione-telefono nei villaggi, Quadir è tornato in America per insegnare a Harvard, poi all'Mit. Ma il bello è quel che potrebbe ancora succedere.
Ha fondato una nuova società, che si chiama Emergence BioEnergy. Ha appena stretto un'alleanza con Infinia, una società dello Stato di Washington, che produce motori Stirling: motori a combustione esterna (inventati in Inghilterra nel 1816, dal reverendo Robert Stirling) che sono capaci di funzionare con diversi tipi di combustibile.
«L'obiettivo - racconta Quadir - è quello di ripetere il modello GrameenPhone nell'energia: con il microcredito, vendere i motori Infinia nei villaggi del Bangladesh. L'elettricità così generata potrà essere rivenduta alle singole case: in assenza di contatori, sarà attribuita una tariffa per il consumo di una lampadina per una notte. In questo modo, chi avrà fatto l'investimento, avrà la certezza di ripagare il debito e poi di guadagnarci».
E non è finita qui. «I motori Stirling non producono solo elettricità, ma anche calore», spiega. «E il calore potrà servire a essiccare frutta e vegetali, per poi conservarli o venderli ». Quanto all'elettricità - oggi presente solo in un terzo dei villaggi - servirà a ricaricare i cellulari, «ma anche a lavorare o a studiare di notte», tenendo a mente che intorno all'Equatore il Sole tramonta alle sei di pomeriggio, tutto l'anno. «Potrebbe essere un'altra opportunità ancora - dice Quadir con un po' di prudenza - per creare un nuovo moltiplicatore di produttività e di ingegno. Un moltiplicatore di ricchezza». Si comincia con il Bangladesh, ma con l'idea di allargare il progetto ad altri Paesi in via di sviluppo.
«Le Nazioni Unite si sono date gli obiettivi del Millennio, per dimezzare la povertà entro il 2010. Ma sono solo obiettivi», sentenzia Quadir. «Gli aiuti internazionali sono pericolosi,
AP
perché disincentivano i governi a promuovere lo sviluppo economico. Il capitalismo, al contrario, distribuisce il potere: se c'è un ambiente economico competitivo, le leve del potere non possono restare nelle mani di pochi».
A dieci anni dalla nascita, GrameenPhoneè una forza inarrestabile per lo sviluppo del Bangladesh. CellBaazar (inventata e gestita da Kamal, fratello minore di Quadir) ha sempre più concorrenti, ma anche sempre più emuli. E i primi motori di Infinia - corretti in modo da usare biogas come combustibile - atterreranno all'aeroporto di Dhaka entro fine anno. «Fra cinque anni - dice Quadir - potremo tirare le somme».
Ma quante GrameenPhone ci vorrebbero, per togliere 150 milioni di cittadini bangladeshi fuori dalla povertà? Quadir smette di sorridere. Ci pensa.«Trenta,direi». Ma l'importante è aver cominciato.
m.magrini@ilsole24ore.com Phone ladies. Grameen Phone nasce nel 1993 con i capitali della nervegese Telenor e sotto i colori della GrameenBank,la banca che ha inventato il microcredito.Grazie ai crediti,le donne dei villaggi si sono dotate di un telefono e hanno trasformato la loro abitazione in una "cabina"per telefonare.
MARCO MAGRINI
Fonte: Nova24 - Il sole 24 ore
sezione: NOVA24 data: 2007-07-19 - pag: 4
|