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UNIONALIMENTARI ALLERTA: MATERIE PRIME PI

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Incremento dei prezzi di farina, latte, burro, uova tra il 30 e il 40%. Scorte di burro mai così basse. Costi di produzione maggiori e non assorbibili dalle imprese. Impossibilità di rivedere i contratti di fornitura con la Gdo, siglati prima del cambiamento di scenario. prodotti.jpgA fronte di tale situazione UnionAlimentari-Confapi (Unione Nazionale della Piccola e Media Impresa Alimentare) allerta: nei prossimi mesi si prevedono crescenti difficoltà per l'industria di trasformazione agroalimentare italiana.

A luglio scatta l'allarme: i produttori di pasta denunciano un incremento medio del prezzo della semola di 90 euro/ton a fronte di una riduzione delle scorte di materia prima e di inesistente potere contrattuale con i molini (solo contratti giornalieri e a piccole partite). All'origine, la contrazione dell'offerta di frumento duro (in Italia, leader europeo nella produzione e trasformazione di tale cereale, nel 2007 si sta registrando - 20% delle rese, -30% della produzione totale) e l'aumento della domanda (nuovi mercati, soprattutto asiatici). Oltre che al dirottamento di parte del raccolto verso la produzione di bioetanolo. Attesi aumenti del 20% del prezzo della pasta italiana.

Oggi segue il comparto caseario: il prezzo mondiale del latte in polvere passa dai 2.200 dollari per tonnellata (2005-2006) ai 3.200 nel 2006-2007 e per il prossimo anno è previsto un ulteriore incremento del 15%. I produttori di latte tagliano le quantità del venduto alle imprese europee ed aumentano i prezzi, privilegiando gli acquirenti asiatici. Per il burro, il rialzo è ancora più cospicuo: +30/40%, fino ad arrivare ad un picco massimo per il burro da pasticceria, +70%. Alla base vi è una domanda di materia prima (+3%, mercato globale 2007) che è maggiore dell'offerta (+1,6%). Prima di due anni si prevede l'azzeramento delle scorte. In Italia i produttori di latticini affermano: "Di fronte a tale situazione, all'impresa trasformatrice conviene produrre latte in polvere piuttosto che formaggio: il profitto aumenterebbe, infatti, del 30%".

L'incremento del prezzo di mercato dei prodotti finiti (pasta, prodotti caseari, da pasticceria, ecc.) è inevitabile, ma non è detto che si tradurrà in un incremento dei prezzi al consumo. Il Presidente di UnionAlimentari, Renato Bonaglia : "Prevediamo un periodo di forte difficoltà per le nostre imprese: gli aumenti delle materie prime non si potranno recuperare per l'impossibilità di ritoccare i contratti in essere con la Grande Distribuzione. Ciò causerà un'ulteriore perdita di competitività del sistema agroalimentare nazionale e molte imprese non sopravviveranno. D'altra parte assistiamo a sequestri sempre più frequenti di prodotti alimentari contraffatti: l'industria di trasformazione viene colpita su entrambi i fronti e a pagarne le conseguenze, oltre alle imprese, sono anche i consumatori. Urge un patto tra imprese e distribuzione per tutelare il consumatore, ma anche il nostro sistema imprenditoriale, soprattutto delle PMI agroalimentari, che non può competere con chi esercita concorrenza sleale".

Ufficio stampa UnionAlimentari
Anna Parolini
Roma, 17 luglio 2007