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UNIONALIMENTARI ALLERTA: MATERIE PRIME PIÚ CARE, A RISCHIO LA TENUTA DELLE IMPRESE AGROALIMENTARI |
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Wednesday 18 July 2007 |
Incremento
dei prezzi di farina, latte, burro, uova tra il 30 e il 40%. Scorte di
burro mai così basse. Costi di produzione maggiori e non assorbibili
dalle imprese. Impossibilità di rivedere i contratti di fornitura con
la Gdo, siglati prima del cambiamento di scenario.
A fronte di tale
situazione UnionAlimentari-Confapi (Unione Nazionale della Piccola e Media Impresa Alimentare) allerta: nei prossimi mesi si prevedono crescenti difficoltà per l'industria di trasformazione agroalimentare italiana.
A luglio scatta l'allarme: i produttori di pasta denunciano un incremento medio del prezzo della semola
di 90 euro/ton a fronte di una riduzione delle scorte di materia prima
e di inesistente potere contrattuale con i molini (solo contratti
giornalieri e a piccole partite). All'origine, la contrazione
dell'offerta di frumento duro (in Italia, leader europeo nella
produzione e trasformazione di tale cereale, nel 2007 si sta
registrando - 20% delle rese, -30% della produzione totale) e l'aumento
della domanda (nuovi mercati, soprattutto asiatici). Oltre che al
dirottamento di parte del raccolto verso la produzione di bioetanolo. Attesi aumenti del 20% del prezzo della pasta italiana.
Oggi segue il comparto caseario:
il prezzo mondiale del latte in polvere passa dai 2.200 dollari per
tonnellata (2005-2006) ai 3.200 nel 2006-2007 e per il prossimo anno è
previsto un ulteriore incremento del 15%. I produttori di latte
tagliano le quantità del venduto alle imprese europee ed aumentano i
prezzi, privilegiando gli acquirenti asiatici. Per il burro, il
rialzo è ancora più cospicuo: +30/40%, fino ad arrivare ad un picco
massimo per il burro da pasticceria, +70%. Alla base vi è una domanda
di materia prima (+3%, mercato globale 2007) che è maggiore
dell'offerta (+1,6%). Prima di due anni si prevede l'azzeramento delle scorte. In Italia i produttori di latticini affermano: "Di
fronte a tale situazione, all'impresa trasformatrice conviene produrre
latte in polvere piuttosto che formaggio: il profitto aumenterebbe,
infatti, del 30%".
L'incremento
del prezzo di mercato dei prodotti finiti (pasta, prodotti caseari, da
pasticceria, ecc.) è inevitabile, ma non è detto che si tradurrà in un
incremento dei prezzi al consumo. Il Presidente di UnionAlimentari,
Renato Bonaglia
: "Prevediamo un periodo di forte difficoltà per le
nostre imprese: gli aumenti delle materie prime non si potranno
recuperare per l'impossibilità di ritoccare i contratti in essere con
la Grande Distribuzione. Ciò
causerà un'ulteriore perdita di competitività del sistema
agroalimentare nazionale e molte imprese non sopravviveranno. D'altra
parte assistiamo a sequestri sempre più frequenti di prodotti
alimentari contraffatti: l'industria di trasformazione viene colpita su
entrambi i fronti e a pagarne le conseguenze, oltre alle imprese, sono
anche i consumatori. Urge un patto tra imprese e distribuzione per
tutelare il consumatore, ma anche il nostro sistema imprenditoriale,
soprattutto delle PMI agroalimentari, che non può competere con chi
esercita concorrenza sleale".
Ufficio stampa UnionAlimentari
Anna Parolini
Roma, 17 luglio 2007
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