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API A PERICOLO ESTINZIONE, QUALE IL LORO FUTURO? |
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Wednesday 18 July 2007 |
Neonicotinoidi, inquinamento ambientale, malattie, il rischio è di vedere le
api soltanto in un museo naturalistico, come "Razza Estinta"
Apitalia
accoglie con soddisfazione la presa di posizione della senatrice dei
Verdi Loredana De Petris, e capogruppo in Commissione Agricoltura,
che sollecita il ministero della Salute ad una risposta formale alle
molte segnalazioni ricevute sul rischio per gli alveari rappresentato
dalla diffusione dei nicotinoidi, pesticidi utilizzati in alcune
colture come il mais e sui vigneti per la prevenzione della
flavescenza dorata.
La posizione della De Petris va a rafforzare
quella, forte e decisa per la sospensione dei neonicotinoidi, presa
qualche giorno fa di Apitalia, rivista di punta dell'apicoltura
italiana, che chiedeva al ministero della Salute l'applicazione del
principio di precauzione: "il principio di precauzione esiste
proprio nel caso non vi siano i dati sufficienti da dimostrare
l'innocuità dei fitosanitari in questione che entrano nel
ciclo vitale delle piante e colpiscono il sistema nervoso delle api
in fase di impollinazione. Non si può mettere a rischio un
patrimonio come quello delle api in Italia sulla base di studi che
non sono stati ancora fatti" dichiara Massimo Ilari, direttore
editoriale di Apitalia. I neonicotinoidi sembrano essere al centro
dell'attenzione dei ricercatori anche negli Stati Uniti, uno dei
paesi maggiormente colpiti dalla grave strage di api. Lo scorso 29
marzo, Diana Cox-Foster, del dipartimento di entomologia
dell'Università di Stato della Pennsylvania, ha presentato
un‘interpellanza davanti alla Camera dei rappresentanti degli Stati
Uniti per affrontare il problema della moria di api.
"La Cox - ha
proseguito Ilari - ha puntato l'indice sui neonicotinoidi". La
professoressa della Pennsylvania ha mostrato, infatti, particolare
preoccupazione nei confronti di questi pesticidi, "una classe di
insetticidi largamente utilizzati in agricoltura che nonostante
presentino una tossicità estremamente bassa per gli uomini,
risultano essere altamente tossici per le api mellifere e gli altri
insetti impollinatori". Alcune ricerche hanno indicato, ha
proseguito la Cox davanti alla Camera dei Rappresentanti, "che
questi pesticidi sistemici sono in grado di passare attraverso le
piante andando così a contaminare il polline e il nettare dove
sono state individuati in concentrazioni nocive per le api".
Tornando
alle api dobbiamo considerare che stiamo sconvolgendo il loro
equilibrio naturale e se continua così, come dice sempre
Apitalia nel numero di settembre 2007, saremo costretti a vederle
nella teca di un museo naturalistico.
Apitalia, 18 luglio 2007
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