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SANA 2007, ARRIVA IL TEST FAI-DA-TE PER LA NATURALITA' DEI COSMETICI

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Si chiama Bio-check e via web dice in pochi istanti se gli ingredienti sono naturali o meno. Inizialmente riguarderà solo i cosmetici, ma in futuro potrebbe essere esteso ad altri settori

certificazione_icea.jpgL'ultima novità nel mondo dei prodotti naturali si chiama Bio-check ed è un test ecologico fai-da-te. Inizialmente riguarderà i soli cosmetici e consentirà di valutare in pochi istanti a casa propria il grado di naturalità di qualsiasi prodotto di bellezza, per l'igiene personale e la cura del corpo, ma in futuro potrebbe essere esteso anche ad altri settori. Sarà infatti sufficiente inserire in un apposito programma informatico gli ingredienti base, indicati obbligatoriamente sulla confezione, e premere un tasto per sapere quali e quanti di questi siano rispettosi dell'ambiente, dei consumatori, e privi di Ogm e sostanze chimiche di sintesi. Bio-check, realizzato da Icea, il principale organismo italiano per la certificazione del biologico, e da settembre scaricabile gratuitamente dal sito www.icea.info, sarà presentato in occasione della prossima edizione di Sana, il salone internazionale del naturale, in programma a Bologna dal 13 al 16 settembre.

Il modo in cui funziona Bio-check è semplice e rigoroso al tempo stesso. Il programma riconosce ognuna delle quasi 9000 sostanze, in costante aggiornamento, registrate nell'inventario europeo degli ingredienti utilizzabili dall'industria cosmetica (Inci). Per facilitare l'inserimento ed evitare errori di trascrizione è il programma stesso a suggerire i nomi degli ingredienti corrispondenti alle prime lettere digitate. Quando si dà il via al processo di valutazione, Bio-check valuta gli ingredienti inseriti, e li divide in "buoni" e "cattivi". I "buoni", visualizzati in verde, sono quelli eco e dermocompatibili, che non contengono Ogm né sostanze chimiche di sintesi, non sono tossici, né producono effetti indesiderati sul corpo umano. Fanno cioè parte delle circa 3.500 sostanze ammesse dai criteri della certificazione Bio-ecocosmetica, definiti da Aiab, l'associazione italiana agricoltura biologica, insieme a produttori, centri universitari e consumatori. Tutti gli altri, evidenziati in rosso, sono i "cattivi", che pur essendo a norma di legge, le aziende più sensibili al volere del consumatore scelgono di non adottare (petrolio, petrolati, parabeni eccetera).

"Bio-check - spiega Alessandro Spadoni, responsabile Bio-ecocosmesi di Icea - è uno strumento in più nelle mani dei consumatori. Pur non sostituendo la certificazione di un organismo indipendente di controllo come Icea, che sola può garantire con ispezioni a sorpresa ed esami di laboratorio che quanto riferito da etichette e confezioni corrisponda al vero, Bio-check è una bussola che può aiutare i consumatori ad orientarsi tra i vari prodotti. E' interesse di Icea infatti che crescano l'attenzione e la sensibilità dei consumatori per la salute loro e dei propri figli, la naturalità e il rispetto per l'ambiente".

Icea al Sana: una realtà di 400 addetti e 11mila aziende certificate
Il funzionamento di Bio-check sarà illustrato in fiera presso l'area di Icea. L'ente di certificazione sarà infatti presente in forze, quest'anno, al Sana, con una superficie di oltre 350 metri quadrati, divisi tra il padiglione 26 dedicato a salute e benessere (160 mq), il padiglione 22 ai prodotti alimentari, con un'area espositiva (128 mq) e uno spazio forum (64 mq). Icea rappresenta una realtà che conta circa 400 addetti tra tecnici controllori, impiegati nazionali, regionali e delle sedi estere; nei suoi stand ospiterà anche soci, partner, aziende e panieri dei prodotti delle 11mila aziende certificate, che potranno essere assaggiati nell'area degustazione.

Il punto sui negozi certificati bio tra le iniziative dell'area forum
Ogni giorno si terranno iniziative e incontri presso l'area forum. Il pomeriggio del giorno d'apertura si parlerà, ad esempio, di come armonizzare a livello europeo i criteri per la certificazione dei cosmetici naturali, che attualmente spazia dal rigore dei tedeschi alla maggiore tolleranza dei francesi, passando attraverso la posizione intermedia di italiani, belgi e britannici. Nei giorni successivi si alterneranno rassegne e lezioni di degustazione di mieli e vini bio, corsi per tecnici controllori, conferenze sulla cucina crudista e sul Biologico di Fattoria, una riunione del tavolo di coordinamento tra mondo bio e del commercio equo e solidale, un incontro dei biologi nutrizionisti, ecc. A concludere, il 16 pomeriggio, una conferenza per fare il punto sulla certificazione dei negozi biologici - Icea ne certifica circa 200 - obbligatoria dal 2005 per chi vende prodotti non confezionati. Nel caso della vendita di prodotti sfusi si tratta ovviamente di una garanzia indispensabile per i consumatori, perché oltre a controllare i certificati bio dei fornitori, mette anche a confronto i quantitativi delle merci in entrata e in uscita dei negozi e verifica con analisi di laboratorio a campione che i prodotti in vendita siano effettivamente biologici.


Icea, 16 luglio 2007
 

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