Sotto accusa il latte crudo dei distributori automatici
I
proprietari dei distributori automatici di latte crudo, chiamati
"Bancolat", sono nei guai. Secondo quanto riferisce "IZ",
l'Informatore zootecnico, sono stati presi di mira dagli Uffici
metrici delle Camere di commercio, quelli che verificano l'esattezza
delle bilance, dei litri erogati dalle pompe di benzina, eccetera.
Gli ispettori hanno accertato che a volte i distributori automatici
di latte crudo non erogano un litro, ma un po' di meno. Non si tratta di apparecchi truccati, spiega il direttore del "Consorzio di tutela del latte crudo", ma delle caratteristiche di composizione del latte e della stagione in cui vengono munte le vacche.
Il tenore di grasso o di proteine - spiega sempre il direttore del Consorzio - subisce infatti variazioni stagionali e può quindi influire sulla viscosità, sul peso specifico e sulla misura volumetrica anche in rapporto alla temperatura. Gli strumenti a flusso continuo impiegati per i liquidi sono in grado di misurare in modo preciso un litro di latte, ma possono essere tarati correttamente su un determinato tipo di latte con un contenuto fisso di grasso, proteine e zuccheri.
La situazione si complica quando i parametri del latte cambiano e dal 4,4% di grasso e 3,8% di proteine che si possono trovare in inverno si passa a valori totalmente diversi d'estate. Per misurare esattamente un litro di latte la taratura dello strumento dovrebbe a questo punto essere corretta a intervalli di tempo molto ravvicinati.
13 luglio 2007



