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POMODORO, IL RE DELLA TAVOLA ESTIVA PDF Stampa E-mail
Thursday 12 July 2007

Ciliegino o costoluto che sia

pomodori.jpgSiete al ristorante a fare la fila. Sbuffate, lei sbuffa, il bimbo sbuffa. Il vostro vicino di sdraio, seduto in fondo alla sala, vi fa cenno che al suo tavolo c'è posto. Vi accomodate, ordinate e vi macchiate di pomodoro. Lei vi guarda male, lui spiega che quella macchia, essendo a base di proteine, si leva con la proteasi, enzima non inquinante inserito nei moderni detersivi. Nel vostro assolato orto splendono i pomodori: turgidi e rossi, veri conquistatori dei due mondi, sono il più bel regalo che agli appassionati di natura piace ricevere. Evocano la bontà, la forza, l'allegria, la conchetta di insalata di pomodori, basilico e mozzarella da mangiare in spiaggia, lo spaghetto ristoratore dopo una giornata di mare, e l'immancabile pizza.

I pomodori del proprio orto sono molto più buoni di quelli acquistati. Pensate che ce ne sono centinaia e centinaia di varietà diverse. Noi li dividiamo in tre gruppi: indeterminati, o da incannare, perché hanno bisogno di una canna o un bastone su cui arrampicarsi; determinati, o a terra, e da appendere. Boa, San Marzano, Costoluto fiorentino e i più moderni Pachino, Piccadilly, Ciliegino oltre a varietà più rare color giallo oro oppure con frutti da più di un chilo o senza semi.
 Di cosa soffrono? Devono prendere tanto sole e per evitare la comparsa di pericolose malattie è bene effettuare dei trattamenti con sali di rame (chiedete in agraria) un paio di volte al mese. Anche se chimico, è un composto tradizionale accettato dalle procedure per l'orto biologico. Se vi accorgete che diventano marroni agli apici probabilmente state sbagliando le irrigazioni. Fateli vedere alla vostra agraria di fiducia oppure cercate informazioni sul sito clubdiarturo.it sempre ben informato e ricco di foto. Considerando l'allungamento dell'estate, potete ancora piantare pomodori per cominciare a raccoglierli fra un paio di mesi e, se continua il caldo, anche fino a novembre. Comprate poche piantine di tante varietà diverse, così potrete divertirvi a valutarne le differenze organolettiche.

Vanno 3 piantine a metro quadro, pacciamate per i determinati, sistemate le canne incrociate a capanna per gli altri, preferite gli innestati. Negli anni '70 era snob essere sommelier, nei '90 i raffinati portavano in tavola almeno 6 olii di oliva diversi. Ora tocca a voi fare la ruota con i vostri pomodori.


Il Tirreno, 12 luglio 2007
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