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VIA LIBERA AGLI OGM NEL BIO? NON E' COSI'

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Il problema vero che continua ad essere ignorato da molti è che, se non verrà fissata a zero assoluto il limite di contaminazione delle sementi, se le sementi non torneranno ad essere patrimonio dell'umanità e verranno invece ancora brevettate, il biologico non lo faremo più!


ogm.jpgIl regolamento europeo in vigore è chiarissimo: il metodo di produzione biologico implica che per la produzione dei prodotti non devono essere utilizzati organismi geneticamente modificati e/o prodotti derivati da tali organismi e che nell'etichettatura e nelle pubblicità di un prodotto possono essere riportate indicazioni relative ai metodi di produzione biologica unicamente se il prodotto è stato ottenuto senza l'impiego di organismi geneticamente modificati e/o prodotti derivati da tali organismi.

Qualora le analisi effettuate dagli organismi di controllo rilevassero una presenza di OGM, il prodotto non può essere etichettato come biologico e gli è ritirata la certificazione.
Questo regolamento rimane in vigore fino al 2009.
Il nuovo regolamento europeo appena approvato NON autorizza gli OGM nei prodotti biologici. Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri della UE vieta esplicitamente e tassativamente l'impiego di OGM e derivati in ogni fase del processo di coltivazione, allevamento e preparazione alimentare dei prodotti da agricoltura biologica.
Il nuovo regolamento stabilisce (dal 2009: fino ad allora varrà l'attuale normativa) una tolleranza dello 0,9% per contaminazioni "accidentali" e "tecnicamente inevitabili", sempre che l'azienda possa dimostrare di aver posto in essere ogni possibile avvertenza per evitarle.
Questo tema del possibile limite di contaminazione dei prodotti bio uguale al convenzionale, si era già palesato oltre 2 anni fa con la prima bozza di riforma del Regolamento 2092 voluta dalla Commissione Europea.

L'Italia è stata sempre compatta nel contrastare questa impostazione sia a livello ministeriale che tra le organizzazioni agricole a vocazione generale oltre che ovviamente dalle Associazioni di produttori biologici.
La "Coalizione liberi da OGM", della quale fanno parte la Cia., la Coldiretti , Coop.Italia Federbio, Vas, Aiab e tantissime altre Organizzazioni ed Associazioni ha espresso, sempre, una sintonia totale sul tema "no agli OGM nell'agricoltura biologica".
Tale unanimità di posizione ha fatto sì che il Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dopo aver contrastato fino alla fine la proposta della Commissione UE, abbia predisposto immediatamente un Decreto che fissa la soglia di contaminazione OGM in agricoltura biologica allo 0,1%.

Anabio, l'associazione per l'agricoltura biologica promossa dalla Confederazione Italiana Agricoltori, in considerazione del fatto che il nuovo Regolamento sul biologico consente di riportare in etichetta il luogo di origine degli alimenti, considerando che il limite tecnico che volevamo lo abbiamo ottenuto con il provvedimento del Ministro, ritiene che si potrà continuare ad avere una sempre maggiore affermazione dei nostri prodotti biologici sia in Italia che nel mondo. Ma ciò sarà possibile solo se sapremo portare avanti una politica di sviluppo del settore che ha altri importanti problemi quali quello dell'aggregazione dell'offerta, l'organizzazione del mercato, la promozione, la ricerca.......
Per chiudere e sempre a proposito degli OGM, il problema vero che continua ad essere ignorato da molti è che, se non verrà fissata a zero assoluto il limite di contaminazione delle sementi, se le sementi non torneranno ad essere patrimonio dell'umanità e verranno invece ancora brevettate, il biologico (insieme a tutti i nostri splendidi prodotti tipici) non lo faremo più! Ma di questo, in quest'epoca che ci tocca vivere (assistiamo a grandi performance di sgomitate per garantirsi un posto al sole anche nei futuri assetti di potere) pochi ne parlano e soprattutto non ne parlano le piazze mobilitate chissà per quali fini...

Pina Eramo
Presidente di Anabio
(Associazione Nazionale Agricoltura Biologica)