| CLIMATE COUNTS E LO SHOPPING CONSAPEVOLE |
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| Scritto da Dario Muzzarini | |
| Wednesday 11 July 2007 | |
L’organizzazione no-profit statunitense consente di conoscere con un giudizio estremamente sintetico l’orientamento ambientale di alcune importanti corporation. “Business has the power to change the world - and you have the power to change business”: è questo il motto di climate counts, che tradotto significa “il business ha il potere di cambiare il mondo, e tu hai il potere di cambiare il business”. Su questa idea di fondo trae spunto l’iniziativa dell’organizzazione no-profit: il consumatore, con le proprie scelte d’acquisto, influenza il mercato e il mercato, a sua volta, influenza il comportamento dei propri attori principali e quindi, in primo luogo, delle imprese. Il concetto non è nuovo[1], ma in questo caso si passa da pure speculazioni teoriche a un’iniziativa concreta, che potrà dimostrare l’importanza e il potere del consumatore. Se davvero il mercato è sempre più attento alle tematiche ambientali e sociali, ciò significa che sempre più consumatori sarebbero disposti a influenzare le proprie scelte di acquisto in funzione del comportamento delle imprese. Ciò può avvenire, in breve, se ogni individuo ha la possibilità di poter conoscere il comportamento delle imprese tra cui dovrà scegliere in modo rapido ed efficace. Per questo motivo, diventa fondamentale l’introduzione nel mercato di giudizi simili al rating che si utilizza nel mondo finanziario: mentre in quel caso il rating fornisce informazioni sulla redditività, la solidità e le prospettive economiche delle imprese, nel caso delle performance sociali il giudizio riassume il comportamento e gli indirizzi delle società in ambito ambientale e sociale.L’idea di Climate Counts è quello di fornire al consumatore un giudizio ultra sintetico utile a compiere scelte consapevoli valutando le imprese secondo il comportamento che stanno tenendo nei confronti dell’ambiente. Lo scopo è chiaramente quello di spingere le imprese a preoccuparsi maggiormente delle tematiche ambientali, principalmente per ridurre i cambiamenti climatici che si è concordi nel riconoscere imputabili almeno in parte alle attività produttive del genere umano. Sul sito dell’organizzazione (www.climatecounts.org) è anche disponibile una mini guida tascabile che riassume i giudizi nei confronti delle realtà considerate (scarica una copia). L’iniziativa, seppur giovane, è decisamente interessante e la speranza è che questa possa crescere int ermini di notorietà a livello itnernazionale, oltre che naturalmente indagare un numero sempre crescente di realtà aziendali. Chissà che, tra non molto tempo, non potremo vedere anche sulle etichette dei prodotti che acquistiamo un giudizio di rating sociale... [1] A proposito di veda D. Muzzarini, “Diffusione della CSR attraverso i meccanismi del mercato”, pubblicato su greenplanet.
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