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USA, ALLA RICERCA DELLA FRAGOLA PERFETTA |
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Tuesday 10 July 2007 |
L´esperimento finanziato dall´università del
Maryland e affidato a Harry Swartz: "Per trovare il mix giusto assaggio
2000 frutti al giorno"
Per trovare la fragola perfetta, anche ai tempi degli Ogm
bisogna alzarsi presto al mattino. Andare nel campo, chinarsi e
osservare i frutti uno a uno: forma e colore. Annusarli per valutarne
l´aroma e solo alla fine assaggiare i più promettenti. Dolcezza,
densità della polpa, acidità: tutti i parametri concorrono a formare la
migliore delle fragole possibili. E per dare ascolto anche alle
esigenze dei produttori, il frutto ideale dovrebbe avere dimensioni
grandi. Le fragoline di bosco rimangono infatti imbattibili come gusto,
ma i tempi della raccolta a mano rendono i costi improponibili.
Incrociare
le piante di fragola per ottenere il frutto perfetto rimane un lavoro
da artigiano-artista. I "breeder", cioè gli agronomi specializzati
nella selezione e nell´incrocio delle piante migliori, sono un po´ come
i nasi nel campo dei profumi e i sommelier in quello dei vini pregiati.
E questo avviene perfino negli Stati Uniti, dove le coltivazioni di
mais e cereali contengono fino all´80 per cento di Ogm,
ma le fragole, che sulla tavola occupano pur sempre un posto speciale,
vengono vendute solo se trattate in modo completamente naturale.
Harry
Swartz, per esempio, sta cercando di ottenere la fragola perfetta
lavorando direttamente nei campi e assaggiando fra le 500 e le 2000
fragole al giorno per poi incrociare le piante migliori. Alle sue
spalle, nell´ambizione di ottenere il frutto senza difetti, Swartz ha
il sostegno dell´università del Maryland, in cui insegna, e che ha
appena finanziato il suo programma con i 63mila dollari del Maryland
Industrial Partnership Program. Dall´altro lato, il
professore-agricoltore ha lo sbocco dell´azienda da lui fondata, la
Five Aces Breeding, che mantiene i contatti con i produttori
all´ingrosso. «Devi baciare molti ranocchi prima di trovare la
principessa» ha spiegato ieri in un´intervista al Washington Post il
professor Swartz, i cui genitori coltivavano fragole nel giardino e gli
raccomandavano sempre di non toccarle senza permesso.
Fra i
requisiti della sua fragola perfetta c´è anche il periodo di
maturazione, che dovrebbe essere uguale per tutti i frutti del campo in
modo da consentire la raccolta meccanizzata. I veri puristi però sono
convinti della superiorità della raccolta a mano, che non rovina le
piante e mantiene intatta la polpa dei frutti. E in questo secondo caso
alla fragola perfetta viene chiesto di maturare in maniera scaglionata
sulle piante, in modo da richiedere una squadra di operai ridotta per
la raccolta.
Anche se programmi di selezione e incrocio simili
riguardano molti frutti della nostra tavola, il lavoro sulle fragole
mantiene un sapore d´antan nonostante i progressi delle biotecnologie.
Perché il gran numero di varietà permette ai breeder di talento di
sbizzarrirsi. E perché nessuna tecnica di ingegneria genetica è in
grado di aggiungere a un frutto lo stesso aroma di una fragola
selvatica raccolta chinandosi nel bosco.
La Repubblica, 10 luglio 2007
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