La manifestazione a Bologna mercoledì 11 luglio. «Il governo non tutela la qualità dei nostri prodotti»
Partiranno da tutta la regione e
in 1.500 raggiungeranno Bologna per manifestare contro l'immobilismo
del ministro all'agricoltura Paolo De Castro. Con questa intenzione,
armati di bandiere e striscioni, mercoledì i vertici della Coldiretti
Friuli Venezia Giulia e le rappresentanze degli agricoltori
parteciperanno alla manifestazione nazionale organizzata dalla
confederazione nella capitale emiliana, simbolo del settore
dell'agroalimentare. Il compito di
annunciare la partecipazione e di spiegare le ragioni del dissenso, è
stato affidato, ieri, al presidente Coldiretti Fvg Dimitri Zbogar, al
vicepresidente regionale Rosanna Clocchiatti e del presidente di
Gorizia Antonio Bressan, che erano affiancati dal direttore di Udine
Elsa Bigai e dal vice Fvg Giancarlo Vatri.Perchè la protesta. Il nodo centrale resta la difesa della qualità, delle produzione del made in Italy e del made in Fvg, questioni che per la Coldiretti il ministro ha messo in un angolo. «Ma De Castro ha tentando di cancellare con un colpo di spugna la legge - voluta da oltre un milione di cittadini italiani - sull'obbligo di indicare in etichetta l'origine degli alimenti - ha chiarito Zbogar -, favorendo così indirettamente le importazioni incontrollate e i prodotti agroalimentari con marchi italiani che in realtà di italiano hanno solo la confezione». Ma gli agricoltori scenderanno in piazza anche per difendere gli interessi e i redditi dell'impresa agricola, contro le sperimentazioni inquinanti, biotech e contro la tolleranza zero per il biologico. E ancora. «Una delle questioni più importanti - ha sottolineato Bressan - è che devono essere fatti adeguati controlli sulle importazioni. I tir con prodotti di latte, carne, frutta e materie prime di origine extra europea, insomma, devono essere puntualmente controllati ai confini per evitare che sul nostro mercato arrivino contraffazioni alimentari». Ma a stare a cuore alla Coldiretti sono pure le energie rinnovabili. «La Finanziaria prevede che siano emanati i decreti in materia di nuove società agricole e di agroenergie da micro impianti - ha spiegato la Clocchiatti - e a oggi invece su questo fronte tutto è fermo».
La manifestazione. «Ministro, giù le mani dalla qualità italiana» sarà lo slogan che caratterizzerà la manifestazione di Bologna, che partirà alle 10 da piazza 8 Agosto. «A Bologna vogliamo essere in tanti - ha aggiunto Zbogar - e speriamo di coinvolgere anche molti cittadini consumatori, mamme, giovani e studenti per manifestare contro il tentativo di standardizzare e di omologare verso il basso la qualità dell'agricoltura italiana, un modello di sviluppo produttivistico, contrario all'interesse delle imprese, dell'ambiente e dei consumatori».
Dai prefetti e politici. La Coldiretti non ha pensato solo alla presenza a Bologna, ma ha anche previsto una serie di incontri precedenti con i consiglieri regionali, i prefetti e i presidenti di Provincia per spiegare anche a loro i motivi della protesta. E chiedere sostegno. «Martedì - hanno ricordato la Bigai e la Clocchiatti - incontreremo i capigruppo in consiglio regionale, mentre oggi saremo a Udine, la mattina dal Prefetto e nel pomeriggio dal presidente della Provincia Marzio Strassoldo». Sempre oggi a Gorizia Bressan incontrerà il Prefetto e prima di mercoledì saranno organizzati i medesimi incontri a Pordenone e Trieste.
Il Messaggero Veneto, 6 luglio 2007



