| VA DI MODA L'ECOLOGIA E IL VESTITO DIVENTA BIO |
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| Tuesday 03 July 2007 | |
Canapa, cotone, lino e seta per l'estate. Lana, angora e cachemire per
l'inverno. Ecco i tessuti ecosostenibili, che vanno d'accordo con la
natura: non sono composti né da fibre artificiali né sintetiche, il
che, spesso, equivale a dire sottoderivati del petrolio. Quello dei tessuti naturali si sta rivelando un vero e proprio boom
in Italia da quando, nel 1994, una decina di aziende aderirono alla
prima Mostra Ecomoda: Le idee e i prodotti della moda che rispetta l'ambiente, al Museo della Scienza e della Tecnica
del capoluogo lombardo. Da allora in tanti si sono impegnati a non trattare chimicamente le fibre, a non mischiarle con componenti da laboratorio, a rispettare le caratteristiche naturali di ogni tessuto. La causa, al pari delle crociate ambientaliste, è sostenuta da più parti, tanto da coinvolgere anche un big mondiale della musica come Bono Vox che, insieme alla moglie Ali Hewson, ha creato una collezione di abiti ecologici ed eticamente corretti, confezionati con fibre naturali prodotte da piccole aziende a conduzione familiare del Sud America e dell'Africa. I capi Edun, questo il marchio, presentato ufficialmente al Pitti Uomo, per ora in Italia si comprano on line, ma il successo sembra già scritto. Come per Beb ecò, la linea ecologica dedicata ai bimbi da 0 a 8 anni: vestitini non trattati e tinti solo con coloranti naturali. E le grandi griffe? Ad eccezione di Loro Piana, che per l'estate punta sul cotone Smeraldo, ottenuto con filati egiziani, leggero e resistente alla traspirazione, e di Armani, che nell'estate del 2002 aveva lanciato la prima linea di jeans e magliette tutte in cotone biologico, lino e canapa, la maggior parte degli stilisti nicchiano, al contrario di tante firme del made in Italy che hanno scoperto un mercato attento e disponibile. La qualità artigianale di gonne, maglie e camicie sposa così la causa bio: non stupisce che Brunello Cuccinelli, Cruciani, Cristiano Fissore, Tombolini e tanti altri decidano di produrre abiti dal taglio classico in fibre non sintetiche, che rispettano la natura e la pelle di chi le indossa. Perché, a ragion veduta, nella calda estate che ci aspetta, è sempre meglio indossare una camicia di fresco lino, piuttosto che un aderente e sintetico capo in "petrolio". Con buona pace di chi, intorno alle fibre sintetiche, dai costi bassissimi, ha ricavato un business a tanti zeri. Guarda la GALLERY http://blog.panorama.it/bellavita/
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