L’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, non cambia idea: il mais Ogm Monsanto 863, approvato dall’Unione Europea l’anno scorso per l’alimentazione umana, può essere tranquillamente consumato. L’Efsa ha appena riveduto, su sollecitazione della Commissione Europea, lo studio di un organismo indipendente che a sua volta aveva riesaminato gli stessi dati forniti dalla Monsanto a proposito delle condizioni di salute dei topi nutriti per 90 giorni col mais 863.
Lo studio indipendente aveva sottolineato una serie di modifiche intervenute negli organismi dei topi rispetto al gruppo di controllo formato da topi che mangiavano mais Ogm free: 494 i parametri presi in esame, 40 quelli risultati non conformi. Anche la Monsanto aveva registrato questo fatto, ma l’aveva considerato non statisticamente rilevante. Ora l’Efsa si è pronunciata a sua volta. Dice che per effetto della pura casualità sarebbe stato lecito aspettarsi 25 risultati non conformi, e non 40. Però non è dimostrato che esistano correlazioni all’interno dei 40 risultati non conformi, e dunque anch’essi, fino a prova contraria, possono essere un semplice frutto del caso. Da profana di statistiche, mi aspetterei che la nostra salute fosse affidata a studi effettuati su campioni sufficientemente ampi e rappresentativi, così da non avere dubbi sulla casualità o meno degli eventi che si verificano. Altrimenti noi esseri umani finiamo per fare la parte dei topi di laboratorio. Per un approfondimento leggi Sanablog.



