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GOOGLE? SARA' L'AZIENDA PIU' VERDE DEL MONDO |
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Thursday 28 June 2007 |
La società di Mountain Views si impegna a 360° nella lotta contro il
surriscaldamento del Pianeta: finanziando l'auto elettrica, ma anche
riducendo a zero le sue emissioni entro la fine del 2007
Una centrale a energia solare per alimentare il nuovo data center.
Autobus ecologici per gli spostamenti dei dipendenti nel campus
aziendale. Un generoso premio messo in palio per chi migliorerà
l'automobile "ibrida" (a corrente elettrica). L'uso di GoogleEarth per
salvare la foresta amazzonica. Ma soprattutto la promessa d'eliminare
(o compensare) del 100% le emissioni d'anidride carbonica
nell'atmosfera entro la fine dell'anno. Sono tutte iniziative di Google
che sembra decisa a divenire l'azienda più "verde" del Pianeta. Titolo,
per ora, detenuto da Canon secondo la classifica dell'associazione
americana Climate Count.
Ma, a parte gli evidenti ritorni di
marketing sull'immagine della società, l'iniziativa di Google sembra
seria. Si basa su un piano d'azione chiamato RechargeIt e affidato ad
un'omonima fondazione che, spiega nel suo blog Dan Reicher, direttore
delle "climate and energy initiatives" di Google, avrà a disposizione
un milione di dollari per finanziare iniziative come la realizzazione
dell'auto elettrica o la creazione di centrali "pulite". Ma
soprattutto, scrive Reicher, contribuire all'inversione di tendenza del
cambiamento climatico in atto, diventa uno delle "core missions" di
Google. E non è poco se si pensa che Google è ormai un gigante
multinazionale e ha chilometri e chilometri quadrati di data center.
E
proprio in questi enormi impianti dove sono catalogate e indicizzate
milioni di pagine Web, Google si impegna a "ridurre al massimo il
consumo d'energia, massimizzando l'efficienza"; "investire in fonti d'energia rinnovabili"
(come i pannelli solari da 1,6 megawatt che alimenteranno il quartier
generale di Mountain Views); e, infine, comprare quote di "carbon
offsets" per compensare le emissioni che non riuscirà a eliminare
direttamente.
Week.it, 28 giugno 2007
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