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UMBRIA, ANCORA INGANNI PER LE AZIENDE BIOLOGICHE

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Ecco le parole di Vincenzo Vizioli, presidente Aiab Umbria

montefalco.jpgDopo le promesse pasquali, le aziende bio attendono ancora il pagamento delle misure agroambientali. Non solo, dopo il bel "pacco", l'assessore all'Agricoltura Liviantoni si è più volte pubblicamente sbilanciato promettendo il pagamento di quasi 3 milioni di euro alle 300 aziende biologiche locali che avevano terminato il loro impegno quinquennale passando, dunque, ad una ridda di voci che ha spostato i tempi a fine maggio, poi a metà giugno e ancora a fine giugno.

Gli agricoltori biologici chiedono alla Regione certezze e non voci, perché i contributi sono parte del bilancio aziendale e le imprese agricole hanno già subito gravi danni con il clamoroso ritardo.

Ogni emergenza o, peggio, ogni altro interesse particolare viene messo avanti ai bisogni del nostro settore non permettendo a chi, secondo la Regione, deve essere competitivo sul mercato globalizzato, di poter fare una programmazione seria ed efficace.

Il Piano di sviluppo rurale non ci convince: i premi a ettaro previsti dal bando sono bassi e pesa la mancanza di spazi di confronto ai tavoli. In vista di discutere i nuovi bandi del PSR 2007-2013 per compierne un'attenta valutazione e per aprire un reale confronto con la Regione, AIAB Umbria ha convocato la sua assemblea annuale per domani a Giano dell'Umbria. Sarà l'occasione giusta per incontrarsi, decidere la strategia futura del settore, valutare i progetti di filiera e le proposte da presentare a sostegno delle aziende.


Il Messaggero, 27 giugno 2007