Le attività dell'erede al trono britannico nel 2006 hanno emesso 3.425 tonnellate di smog: «Ma risarcisco l'ambiente»
Sainsbury ha «licenziato»
il Principe Carlo: la catena inglese di supermercati ha deciso di
rescindere i contratti stipulati con il principe di Galles e con il
direttore della Soil Association, Patrick Holden, per la fornitura di
prodotti ortofrutticoli biologici,
perché gli alimenti non risultano a norma. Holden ha replicato puntando
il dito contro il sistema industrializzato dei supermercati. I prodotti del principe Carlo sono spediti nello stabilimento della regione di East Anglia, a centinaia di chilometri di distanza dal luogo di produzione, prima di tornare indietro ed essere venduti sugli scaffali del Sainsbury locale. Holden attribuisce proprio ai chilometri di strada percorsi la causa del deterioramento degli alimenti. Intanto il principe ha calcolato in 3.425 tonnellate le emissioni inquinanti generate per le sue attività nel 2006 e ha sottolineato che le ha ridotte di circa il 9% rispetto al 2005. Ha inoltre affermato di essere diventato «carbon neutral» (ad emissioni zero) compensando i danni all'ambiente con finanziamenti a programmi ecologici.
L'inquinamento provocato da Carlo, dalla moglie Camilla e dal loro staff era stato calcolato in circa 1.500 tonnellate di carbonio per il 2006 da un esperto, Chris Goodall. Ieri si è scoperto che la cifra è superiore al doppio. Ma per compensare i guasti ambientali Carlo ha versato a «Climate Care» circa dieci sterline per ogni tonnellata: circa cinquantamila euro per il 2006.
L'Arena, 27 giugno 2007



