Gentile Direttore
in merito alla lettera inviata dal Presidente di FEDERBIO e da voi pubblicata vorremmo sottoporle la delibera approvata all'unanimità dal CDF di AIAB che è il massimo organo decisionale dell'Associazione e che ha impegnato il Presidente Federale nei confronti dell'assemblea di FEDERBIO. In merito alle esternazioni del presidente di FEDERBIO, ci limitiamo a constatare che i dubbi sulla sua incapacità di gestione della Federazione sono, anche da questo ultimo atto, ampiamente dimostrati. Con questo comunicato FEDERBIO celebra la propria autoreferenzialità ed incapacità di giocare un ruolo propositivo che favorisca il pieno sviluppo dell'agricoltura biologica nel nostro Paese. Il Consiglio Direttivo Federale, riunitosi a Roma lo scorso 15 giugno, ha deliberato all'unanimità la seguente mozione:
"Il Consiglio Direttivo di AIAB, in considerazione del fatto che: la scelta di partecipare alla costituzione di FederBio è stato un importante impegno dell'Associazione verso la realizzazione di un soggetto che potesse favorire la definizione di piattaforme comuni nel mondo del biologico; il ruolo di FederBio avrebbe dovuto manifestarsi come valore aggiunto alle iniziative politiche, di rappresentanza e organizzative di ogni singolo socio; avendo invece il Consiglio constatato che: tutto l'impegno della Presidenza della Federazione si è concentrato nel voler svolgere un ruolo di rappresentanza onnicomprensiva del settore in ogni sede politica. Tale funzione, già di per se criticabile in un contesto oramai così maturo come quello del biologico italiano, è stata svolta senza mai condividere in nessun modo la strategia con la base sociale della Federazione interpretando quindi essenzialmente le posizioni personali della Presidenza. La Federazione, quindi, si è trovata troppo spesso ad occupare spazi, anche organizzativi e progettuali, in diretta concorrenza con i singoli soci e che troppo spesso questo tipo di sovrapposizione è stata volontariamente mirata direttamente ai danni di AIAB; si ritiene profondamente non soddisfatto della propria partecipazione alla Federazione, e, ringraziando gli sforzi compiuti da Francesco Giardina che ha con correttezza e pazienza ha cercato di riportate le posizioni di AIAB nelle strutture organizzative della Federazione e quindi: interrompe ogni forma di partecipazione e delega di rappresentatività e ogni ruolo funzionale nella Federazione impegnandosi nella costruzione di un forte soggetto di rappresentanza del mondo della produzione dell'agricoltura biologica italiana e auspicando una revisione complessiva del percorso fin qui attuato dalla Federazione, a partire dalle dimissioni della Presidenza".
Inoltre, nel merito della lettera che avete pubblicato a firma di alcuni amici del mondo del biologico, dobbiamo segnalarvi la nostra piena condivisione degli obiettivi presentati, condivisione che, tra l'altro, può vantare uno schieramento ben più ampio dei sottoscrittori, in quanto ormai patrimonio comune di tutto l'agroalimentare italiano di qualità anche grazie al lavoro di AIAB che ha portato i nostri valori fuori dal recinto del biologico. Siamo al contrario ben distanti dalle strategie che vengono proposte. Rispetto al ruolo di FEDERBIO, infatti, quanto sopra riportato dimostra la sua totale inadeguatezza a portare avanti gli obiettivi che i sottoscrittori della lettera si propongono. Ora più che mai, invece, siamo convinti che i diversi legittimi interessi dei tanti soggetti del mondo del biologico devono essere tutelati e rappresentati in forme organizzate ben distinte; infatti è ampiamente riconosciuta la necessità di costruire un momento di coordinamento unitario all’interno del mondo produttivo per rappresentare gli interessi e gli obiettivi di un agricoltura biologica legata al territorio basata sui valori etici, ambientali e sociali che caratterizzano il nostro movimento. Questo sarà il nostro impegno per i prossimi mesi.
Il presidente Federale AIAB Andrea Ferrante
Il Presidente CDF AIAB Cristina Grandi
Comunicato stampa Aiab
“Per oltre un anno ci siamo impegnati nella realizzazione di FederBio come soggetto che potesse favorire la definizione di piattaforme comuni nel mondo del biologico. Abbiamo però dovuto prendere atto, con rammarico, che l’impegno della presidenza della Federazione è stato tutto integralmente rivolto verso l’affermazione di un ruolo di rappresentanza totalmente autoreferenziale. A questo punto quindi non riteniamo più possibile delegare la nostra rappresentanza, in qualsiasi sede, alla FederBio.” Con queste parole il Presidente Ferrante portando il pronunciamento del Consiglio direttivo federale (CDF) è intervenuto all’Assemblea dei soci di FederBio. Il CDF di AIAB ha infatti deliberato di interrompe ogni forma di partecipazione e delega di rappresentatività e ogni ruolo funzionale nella Federazione impegnandosi nella costruzione di un forte soggetto di rappresentanza del mondo della produzione dell'agricoltura biologica italiana. La scelta di partecipare alla costituzione di FederBio è stato un importante impegno per l’AIAB, e il ruolo di FederBio avrebbe dovuto manifestarsi come valore aggiunto alle iniziative politiche, di rappresentanza e organizzative di ogni singolo socio. Invece, tutto l'impegno della Presidenza della Federazione si è concentrato nel voler svolgere un ruolo di rappresentanza onnicomprensiva del settore in ogni sede politica. Tale funzione, già di per se criticabile in un contesto oramai così maturo come quello del biologico italiano, è stata svolta senza mai condividere in nessun modo la strategia con la base sociale della Federazione interpretando quindi essenzialmente le posizioni personali della Presidenza. La Federazione, quindi, si è trovata troppo spesso ad occupare spazi, anche organizzativi e progettuali, in diretta concorrenza con i singoli soci e che troppo spesso questo tipo di sovrapposizione è stata volontariamente mirata direttamente ai danni di AIAB; “AIAB – ha continuato Ferrante - è impegnata nella realizzazione di un coordinamento tra le associazioni dei produttori agricoli biologici italiani, realtà, prima in Europa, che oggi conta circa 45.000 imprese agricole, per rilanciare con forza le istanze specifiche di questo importante movimento.”



