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A VIAREGGIO L'ASSEMBLEA DEI SOCI DI FEDERBIO |
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Sunday 24 June 2007 |
A Viareggio, poche ore
prima dell'avvio della prima edizione di Saporbio, si è
svolta l'assemblea annuale di FederBio.
Un'assemblea molto
partecipata, che con l'occasione della discussione sulle linee di
programma proposte dalla Presidenza ha preso atto delle posizioni
espresse dal Presidente di AIAB Andrea Ferrante e su queste ha
finalmente potuto discutere in maniera diretta e approfondita.
Ferrante non crede possibile che gli interessi legittimamente
contrapposti che compongono il settore biologico e biodinamico
italiano possano convivere nella Federazione per dare vita ad una
rappresentanza autorevole e unitaria. Non crede però nemmeno
possibile che il nostro settore possa rappresentarsi da solo,
contando qualcosa in qualunque sede, e per questo sente un'esigenza
incomprimibile di "contaminazione".
Non con gli OGM, ovviamente,
ma con Coldiretti. E del resto è difficile dargli torto. Come
dimostra la manifestazione dello scorso 20 giugno davanti a
Montecitorio o si è ospiti negli stand gialli
dell'organizzazione agricola che risiede sul Colle, a pochi metri
dal Quirinale, oppure non si ha dignità alcuna e questo fatto
deve aver colpito l'ambizioso Presidente di AIAB e i suoi
collaboratori, in cerca di ruolo e forse anche di qualcos'altro.
Chi conosce bene Andrea Ferrante sa già che i molti interventi
delle organizzazioni associate alla Federazione che ribadivano,
invece, la necessità di rilanciare la rappresentanza unitaria
e di affrontare finalmente, assieme, i temi prioritari per il futuro
del settore (piani di sviluppo rurale, mercato, informazione,
legislazione e piano d'azione nazionale) non hanno nemmeno scalfito
la sua granitica convinzione che, per dirla con il Marchese del
Grillo, così si può sintetizzare: "io sono io e voi
non siete un cazzo".
Il voto unanime dei presenti che ha approvato
il documento della Presidenza (AIAB non ammessa al voto perché
"morosa" sul fronte quote associative) e la forza della chiarezza
con cui tutte le componenti della Federazione hanno bollato come
"irricevibile" l'atteggiamento di AIAB dimostra come si sia
giunti, finalmente, al momento delle scelte. FederBio ha scelto di
andare avanti, modificando ancora, se sarà necessario,
l'assetto organizzativo ma proseguendo la sua politica delle
alleanze, aprendosi alle realtà del territorio e non più
solo nazionali e rafforzando la sua azione sui temi che per il nostro
settore sono davvero prioritari. AIAB, invece, forse ancora non ha
scelto ma di certo quando lo farà saprà dove sta tutta
la restante parte di quel settore a cui dice di appartenere.
Una nota, infine, su
questa prima edizione di Saporbio, frutto dell'impegno soprattutto
di Marco Columbro e Stefania Santini a cui va il ringraziamento mio
personale e della Federazione assieme a quello per Marco Lamonica e
Roberto Pinton, infaticabili sostenitori dello staff. La formula è
vincente e positiva per un settore che ha necessità di
comunicare e di uscire dalla ristretta cerchia degli addetti ai
lavori. Un settore, come ci ha ricordato il Presidente di IFOAM
Gerald Hermann, che in Italia sembra incapace di credere in sé
stesso e nelle enormi potenzialità che presentano oggi il
mercato alimentare e le politiche pubbliche. In troppi in questi due
anni di preparazione dell'evento si sono voltati dall'altra
parte, prendendo a pretesto ingenuità e errori
dell'organizzazione. Credo sia stato uno sbaglio che non si deve
ripetere e se Saporbio, come spero, andrà avanti la
Federazione farà la sua parte per migliorare dove possibile e
per far sì che l'evento sia davvero di tutti.
Federbio, 24 giugno 2007
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