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ALTO ADIGE, IN ARRIVO 450 MILIONI PER L'AGRICOLTURA

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Presentata la relazione agraria 2006. L'assessore: anno positivo, ma su latte e vino dobbiamo crescere

agricoltura_trentino.jpgIl piano di sviluppo rurale 2007-2013 della Provincia di Bolzano entro luglio dovrebbe essere approvato dall'Unione Europea. «Saremo tra le prime tre regioni italiane ad avere il via libera» ha annunciato ieri l'assessore provinciale all'Agricoltura, Hans Berger, a margine della presentazione della Relazione agraria e forestale 2006.

IL PIANO - «Ho lavorato per più di un anno - ha chiarito Berger - alla ripartizione dei fondi in sede comunitariaria e nazionale. All'inizio si temevano forti tagli da Bruxelles, ma alla fine, a conti fatti, posso dire che avremo più soldi rispetto al precedente piano, scaduto lo scorso anno. In questo momento stiamo vivendo una sorta di vacuum normativo, ma so che entro il prossimo mese il nostro piano provinciale dovrebbe essere autorizzato. L'Ue in tutto ha stanziato 8,3 miliardi di euro per l'Italia. La quota spettante all'Alto Adige è di 135 milioni, ma si tratta di cofinanziamento: altri 140, quindi, arriveranno dallo Stato e altri 140-150 dalla Provincia. In tutto saranno tra 420 e 450 milioni. Una bella cifra per il comparto agricolo che, a dispetto delle frequenti critiche degli altri settori economici, ne ha bisogno per vivere e svilupparsi».

LE FORESTE - Tutti i dati relativi all'andamento dell'agricoltura e delle foreste altoatesine nel 2006 sono da ieri disponibili nell'ultima edizione della Relazione agraria e forestale, presentata dal presidente della Provincia Luis Durnwalder e dall'assessore Berger. «Nel 2006 l'agricoltura altoatesina ha conseguito risultati decisamente soddisfacenti - hanno commentato Durnwalder e Berger - che hanno consentito di porre le basi per ulteriori sviluppi. Non mancano comunque alcuni problemi, a partire dai mutamenti climatici, che cominciano ad avere effetti concreti soprattutto su boschi e frutteti». Ad iniziare il viaggio a 360 gradi nel mondo agricolo e forestale è stato il presidente Durnwalder, competente per le foreste e la caccia. «Oltre l'80% dei nostri boschi è in buono stato disalute - ha spiegato il presidente - un dato che ci pone nettamente al di sopra della media italiana del 25,6%, austriaca del 50,5% e tedesca del 29,1%. In crescita anche gli abbattimenti di alberi, per un totale, nel 2006, di 650mila metri cubi di piante, pari a circa 90 ettari. Merito anche dei prezzi del tondame aumentati. Il 73% di questo nuovo spazio è stato sfruttato a fini agricoli, solo il 10% per la costruzione di piste da sci o per l'ampliamento di quelle esistenti». Durnwalder ha auspicato un maggior uso di legname locale per il teleriscaldamento a biomassa: «Necessitiamo di 650mila metri steri, di cui solo 150mila vengono dai nostri boschi».

L'AGRICOLTURA - Per quanto riguarda la frutticoltura, l'assessore Berger ha parlato di annata normale: «La produzione di mele ha raggiunto quota 921mila tonnellate e la crescita delle temperature consente di coltivare la frutta ad altitudini sempre più elevate. Sempre alto il livello di guardia per colpo di fuoco e scopazzi del melo: quest'ultima malattia ha colpito 500mila alberi da frutto nel solo Alto Adige, nonostante gli enormi passi in avanti compiuti dai ricercatori del centro sperimentale di Laimburg. E altre piante verranno abbattute quest'anno. A proposito di Laimburg, da segnalare il continuo aumento di studenti che si iscrivono alla scuola professionale provinciale, tanto che per il prossimo anno scolastico sarà necessario aggiungere una quarta sezione». Dato interessante quello che arriva dal settore lattiero, dove si registra una riduzione del numero di contadini impiegati, ma una crescita della produzione. «Assistiamo ad una maggiore concentrazione - commenta Berger - e questo ci deve far riflettere: i costi aumentano, i guadagni rimangono uguali. Per il futuro sarà necessario garantire un maggiore riconoscimento economico ai contadini che apportano il latte ai nostri consorzi. Nel 2007 la quantità di latte prodotta sta diminuendo, e non è un male. Dobbiamo fare in modo che sempre meno latte fresco venga venduto altrove. Trasformandolo in latticini, come jogurt e formaggi, il valore aggiunto aumenta. Ma va anche detto che i nostri contadini ricevono 40 cent al litro, contro i 27 cent della Baviera. Ci va ancora bene».

Ultimo capitolo, quello riguardante il vino: «La produzione si mantiene di alta qualità - ha sottolineato Berger- ora si tratta di migliorare il nostro posizionamento sul mercato tramite una strategia comune di vino Alto Adige- Südtirol. Un trend in netta crescita, in questo settore, è quello della produzione biologica, anche se non si arriva ancora a toccare il 10% del totale».


Corriere Alto Adige, 21 giugno 2007
 

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