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ALTO ADIGE, IN ARRIVO 450 MILIONI PER L'AGRICOLTURA |
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Thursday 21 June 2007 |
Presentata la relazione agraria 2006. L'assessore: anno
positivo, ma su latte e vino dobbiamo crescere
Il piano di sviluppo rurale 2007-2013 della
Provincia di Bolzano entro luglio dovrebbe essere approvato
dall'Unione Europea. «Saremo tra le prime tre regioni
italiane ad avere il via libera» ha annunciato ieri
l'assessore provinciale all'Agricoltura, Hans Berger,
a margine della presentazione della Relazione agraria e
forestale 2006.
IL PIANO - «Ho lavorato per
più di un anno - ha chiarito Berger - alla ripartizione dei
fondi in sede comunitariaria e nazionale. All'inizio si
temevano forti tagli da Bruxelles, ma alla fine, a conti fatti,
posso dire che avremo più soldi rispetto al precedente piano,
scaduto lo scorso anno. In questo momento stiamo vivendo una
sorta di vacuum normativo, ma so che entro il prossimo mese il
nostro piano provinciale dovrebbe essere autorizzato.
L'Ue in tutto ha stanziato 8,3 miliardi di euro per
l'Italia. La quota spettante all'Alto Adige è di 135
milioni, ma si tratta di cofinanziamento: altri 140, quindi,
arriveranno dallo Stato e altri 140-150 dalla Provincia. In
tutto saranno tra 420 e 450 milioni. Una bella cifra per il
comparto agricolo che, a dispetto delle frequenti critiche degli
altri settori economici, ne ha bisogno per vivere e
svilupparsi».
LE FORESTE - Tutti i dati
relativi all'andamento dell'agricoltura e delle
foreste altoatesine nel 2006 sono da ieri disponibili
nell'ultima edizione della Relazione agraria e forestale,
presentata dal presidente della Provincia Luis Durnwalder e
dall'assessore Berger. «Nel 2006 l'agricoltura
altoatesina ha conseguito risultati decisamente soddisfacenti -
hanno commentato Durnwalder e Berger - che hanno consentito di
porre le basi per ulteriori sviluppi. Non mancano comunque
alcuni problemi, a partire dai mutamenti climatici, che
cominciano ad avere effetti concreti soprattutto su boschi e
frutteti». Ad iniziare il viaggio a 360 gradi nel mondo
agricolo e forestale è stato il presidente Durnwalder,
competente per le foreste e la caccia. «Oltre l'80% dei
nostri boschi è in buono stato disalute - ha spiegato il
presidente - un dato che ci pone nettamente al di sopra della
media italiana del 25,6%, austriaca del 50,5% e tedesca del
29,1%. In crescita anche gli abbattimenti di alberi, per un
totale, nel 2006, di 650mila metri cubi di piante, pari a circa
90 ettari. Merito anche dei prezzi del tondame aumentati. Il 73%
di questo nuovo spazio è stato sfruttato a fini agricoli, solo
il 10% per la costruzione di piste da sci o per
l'ampliamento di quelle esistenti». Durnwalder ha auspicato
un maggior uso di legname locale per il teleriscaldamento a
biomassa: «Necessitiamo di 650mila metri steri, di cui solo
150mila vengono dai nostri boschi».
L'AGRICOLTURA - Per quanto riguarda la
frutticoltura, l'assessore Berger ha parlato di annata
normale: «La produzione di mele ha raggiunto quota 921mila
tonnellate e la crescita delle temperature consente di
coltivare la frutta ad altitudini sempre più elevate. Sempre
alto il livello di guardia per colpo di fuoco e scopazzi del
melo: quest'ultima malattia ha colpito 500mila alberi da
frutto nel solo Alto Adige, nonostante gli enormi passi in
avanti compiuti dai ricercatori del centro sperimentale di
Laimburg. E altre piante verranno abbattute quest'anno. A
proposito di Laimburg, da segnalare il continuo aumento di
studenti che si iscrivono alla scuola professionale
provinciale, tanto che per il prossimo anno scolastico sarà
necessario aggiungere una quarta sezione». Dato interessante
quello che arriva dal settore lattiero, dove si registra una
riduzione del numero di contadini impiegati, ma una crescita
della produzione. «Assistiamo ad una maggiore concentrazione -
commenta Berger - e questo ci deve far riflettere: i costi
aumentano, i guadagni rimangono uguali. Per il futuro sarà
necessario garantire un maggiore riconoscimento economico ai
contadini che apportano il latte ai nostri consorzi. Nel 2007
la quantità di latte prodotta sta diminuendo, e non è un male.
Dobbiamo fare in modo che sempre meno latte fresco venga
venduto altrove. Trasformandolo in latticini, come jogurt e
formaggi, il valore aggiunto aumenta. Ma va anche detto che i
nostri contadini ricevono 40 cent al litro, contro i 27 cent
della Baviera. Ci va ancora bene».
Ultimo capitolo, quello
riguardante il vino: «La produzione si mantiene di alta
qualità - ha sottolineato Berger- ora si tratta di migliorare
il nostro posizionamento sul mercato tramite una strategia
comune di vino Alto Adige- Südtirol. Un trend in netta
crescita, in questo settore, è quello della produzione
biologica, anche se non si arriva ancora a toccare il 10% del
totale».
Corriere Alto Adige, 21 giugno 2007
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