La Cia: "Subito interventi mirati per evitare gravi danni al "made in Italy"
Castagne a
rischio. Tra i produttori c'è, infatti, forte preoccupazione per la
diffusione, in vaste castanicole italiane, del cinipide galligeno.
Questo insetto, importato anni fa dall'Estremo Oriente, è ormai una
seria minaccia alle produzioni di castagno italiano, soprattutto nelle
aree del Cuneese e nella zona dei Cimini. A sottolinearlo è la
Cia-Confederazione italiana agricoltura che sollecita interventi per
fronteggiare una situazione che può assumere dimensioni rilevanti. Le misure ed azioni messe in atto dal governo nazionale e dalle Regioni interessate -avverte la Cia- non hanno prodotto, allo stato attuale, risultati soddisfacenti.
La Cia è convinta della necessità di istituire un Tavolo nazionale sull'emergenza cinipide che veda impegnato il governo, attraverso il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, le Regioni interessate al problema, le Istituzioni scientifiche e le organizzazioni professionali agricole. Compito del Tavolo deve essere, in primo luogo, il coordinamento delle attività di ricerca delle Istituzioni scientifiche al fine di definire i metodi di lotta, concentrandosi soprattutto su quella biologica basata sugli insetti antagonisti.
Secondo la Cia, occorre, inoltre, una forte iniziativa di informazione, divulgazione ed orientamento del sistema, mentre considera indispensabile il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei castanicoltori e delle loro associazioni.
Occorre - conclude la Cia - un chiaro impegno del governo e delle Regioni anche per il reperimento di adeguate risorse, finalizzate al rimborso dei danni e al sostegno per la perdita di reddito dei produttori.
L'Avvenire, 21 giugno 2007



