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PALERMO, LA UNIVERSAL PRODURRA' IL PACKAGING BIODEGRADABILE |
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Tuesday 19 June 2007 |
Brevetto della Novamont
Si chiama Ekofoam, è prodotta
dalla Universal Imballaggi di Palermo con un polimero a base di
amidi, il mater-bi, è stato brevettato dalla Novamont di Novara
anche se è stata la Universal imballaggi a utilizzarlo per prima
sul fronte alimentare. Sono le caratteristiche delle vaschette
biodegradabili che puntano a prendere il posto delle
tradizionali ( e inquinanti) vaschette in polistirolo: si
tratta di un prodotto innovativo, unico nel suo genere in Europa
che si è ricavato spazi commerciali neiPaesi del Nord e non
c'è riuscito in Italia.
Tutto a causa dei costi: questo
nuovo materiale si paga quasi 4 euro al chilogrammo in confronto
a 1,3 euro al chilogrammo pagati per le vaschette in
polistirolo.
«Il vantaggio ambientale però è alto, nel giro
di due tre mesi l'imballaggio si trasforma in acqua»
spiega Renzo De Marchi, amministratore delegato della Sirap
Gema di Brescia, il colosso mondiale nel settore degli
imballaggi per alimenti che possiede il 42% della Universal, 24
dipendenti a Palermo e un fatturato medio annuo di 3 milioni.
La
Sirap è approdata in Sicilia nel 2000 e ha fondato con partner
locali che oggi possiedono il 13% dell'azienda, la
Universal Imballaggi. Nel 2002 Sviluppo Italia, ha rilevato il
45% delle quote azionarie (investimento di 500mila euro).
Proprio nel 2002 la Universal ha varato un piano da 4 milioni
per nuovi impianti. Oggi, dopo cinque anni di partnership,
Sviluppo Italia è in uscita anche se, come afferma il
presidente Nicola Piazza «siamo pronti a restare se
l'azienda ci fornisce nuovi progetti di qualità e avanzati
risultati economici come ha fatto finora». Solo l'anno
scorso Sviluppo Italia ha portato a casa 100mila euro di
dividendi.
Per quanto riguarda il materbi sono in corso
sperimentazioni per sviluppare questo materiale in modo da
renderlo utilizzabile anche per alimenti come le carni crude.
Uno studio che vede la collaborazione tra Universal, il centro
ricerche di Sirap Gema e la facoltà di Ingegneria di Palermo.
Anche in questo caso gli sbocchi per la commercializzazione dei
nuovi prodotti sono i Paesi del Nord Europa, dove vengono
richiesti materiali biocompatibili, compresa la grande
distribuzione. In Italia invece si sta solo testando il mercato
mentre qualche interesse arriva dagli operatori in Sicilia.
«Iniziamo a ricevere segnali da parte di chi sull'Isola
vende prodotti ortofrutticoli biologici» dice De Marchi.
Il Sole 24 Ore, 19 giugno 2007
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