Iniziativa patrocinata dal consorzio Bio Piace allo stand della Coldiretti
Diverse sono state le aziende piacentine del
consorzio "Bio Piace" che hanno intrapreso questo percorso. E' piaciuta
in particolare l'opportunità di promuovere questa tipologia di
allevamento al fine di recuperare produttivamente vaste aree molto
spesso soggette ad abbandono e cercando di ottenere risultati finali di
elevato livello qualitativo.«Si parte dal legame con il territorio in tutta la filiera per arrivare all'allevamento di animali che provengono esclusivamente dal territorio piacentino fino alla lavorazione delle carni fatta nel rispetto delle tradizioni più antiche. Gli animali vengono infatti allevati al pascolo, allo strato brado, rispettando un preciso e rigido disciplinare dove sono indicate le linee guida che riguardano l'alimentazione, i recinti, la superficie di pascolo, le materie prime ammesse per l'alimentazione», dicono i promotori del progetto.
Un suino proveniente da un allevamento allo stato brado ha la principale caratteristica di avere un alimentazione più naturale in quanto essendo libero al pascolo si ciba di ciò che trova, questo conferisce al prodotto finale un sapore diverso rispetto ad un maiale allevato in strutture chiuse.
Anche il peso alla macellazione è diverso: alcuni esemplari superano addirittura i 200 chilogrammi.
Questo tipo di allevamento porta, come risultato finale, l'ottenimento di carni completamente diverse rispetto a quelle convenzionali, con caratteristiche organolettiche e qualità decisamente migliori. Proprio per la diversità della carne anche il salumificio ha dovuto cambiare le modalità di lavorazione; dalla composizione dell'impasto, per quanto riguarda il salame, alla modifica dei tempi e le modalità di stagionatura.
«Tutto questo per ottenere salumi unici, nel rispetto delle tradizioni più antiche e dei vecchi saperi di una volta che il salumificio ha saputo rispettare».
Libertà, 18 giugno 2007



