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IL MERCATO EQUO E SOLIDALE CRESCE MA NON CORRE PDF Stampa E-mail
Monday 18 June 2007

Produce solo in Italia un fatturato di circa 110 milioni di euro (dati del 2006). Ma il consumatore o il possibile cliente sa davvero di cosa si tratta? Conosce il significato che assume un acquisto di un prodotto proveniente dal Comes? È spinto da reale interesse, dalla curiosità o segue l'onda della moda?

bambini_africa.jpgAbbiamo interpellato gli addetti ai lavori di questa tipologia di mercato così variegato, costituito dagli attori principali, cioè i produttori del Sud del mondo, dai traders (le centrali d'importazione), dai trasformatori e dalla rete commerciale formata dalle Botteghe del Mondo e dalla grande, media e piccola distribuzione.

Ci siamo rivolti alle tre principali centrali italiane che si occupano di scambio dei prodotti provenienti per lo più da Asia, Sud e Centro America e Africa e che fungono da anello di congiunzione tra i popoli del Sud e quelli del Nord del mondo: Ctm Altromercato, Commercio Alternativo e LiberoMondo. Secondo Enrico Buttignon del Consorzio Ctm Altromercato (prima centrale di importazione italiana e seconda nel mondo) c'è una crescita della sensibilità nel consumatore che, comperando non solo il prodotto equo e solidale, ma anche quello biologico, ricerca un'esperienza diversa di acquisto e compie una scelta consapevole di economia alternativa.

«I numeri del mercato italiano sono ancora bassi rispetto a quelli europei (la frequenza media di acquisto è di 1-2 volte l'anno), ma l'azione di ricaduta dell'immagine e della continuità del messaggio sono positive. Anche nel 2007 il fatturato di Ctm Altromercato cresce del 5-6% rispetto al 2006 (chiusosi a 30,309 milioni di euro) per effetto dei canali di vendita tradizionali, vale a dire le Botteghe del Mondo che coprono il 60% del fatturato, della collaborazione con la Gdo, con le piccole catene di alimentari, con la ristorazione e infine grazie agli accordi intrapresi con le centrali estere».

Anche Giorgio Rossi, dello stesso Consorzio, ritiene non sia solo una moda. Lo testimonia il fatto che nonostante la crisi economica il settore abbia tenuto: «Le persone riconoscono la qualità dei prodotti e partecipano volentieri alle attività di sensibilizzazione e informazione svolte dalle Botteghe locali».

Diego De Simone di Commercio Alternativo, pur confermando un aumento dell'attenzione del consumatore, è convinto ci sia un buon numero di persone disinteressate che si avvicinano al mondo dell'equo e solidale spinti dalla curiosità. «Nonostante anche i primi mesi del 2007 confermino le cifre dello scorso anno, pari a 5,2 milioni di euro», spiega, «credo che ci sia un certo caos dovuto alla gran quantità di marchi e alla poca e non chiara comunicazione».

Di altra opinione sono Marco e Luca Gioelli di LiberoMondo che ribadiscono come ormai siano molti i consumatori che dopo essersi avvicinati per caso, magari perché hanno ricevuto loro stessi in dono un oggetto del Comes, iniziano un cammino di approfondimento supportati dalle informazioni ottenute nelle varie Botteghe sul territorio. «E poi», aggiungono, «il cliente dà continui input per ampliare la gamma dei prodotti offerti per riuscire sempre più a sostituire la spesa tradizionale con quella equa e poter confezionare i prodotti con materiali riciclabili».
Sarà quindi, forse, anche un fattore di moda, ma il settore continua a sostenere questo mondo formato da 730 lavoratori a tempo pieno e 4500 volontari (dati 2004).

Pur essendo un fenomeno piuttosto giovane in Italia (ha preso piede nella seconda metà degli anni '80) è ora costituito da organizzazioni no profit che hanno definito una loro Carta italiana dei criteri, un loro registro tenuto da un organismo di controllo, l'Associazione assemblea italiana del commercio equo e solidale, e che aderiscono ai principi dettati dagli standard dell'Ifat (International Federation of Alternative Trade) per cambiare le regole e le pratiche del commercio tradizionale dando modo alle popolazioni del Sud del mondo di migliorare la qualità della loro esistenza.


L'Arena, 18 giugno 2007
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