In Sardegna la crescita dell'agricoltura biologica è stata inizialmente assicurata dal Reg. CE 2078/92 che ha attuato un sistema di aiuti pari a circa 250 Mln di Euro per il periodo 1996/2003, coinvolgendo oltre 8.300 aziende con una superficie di circa 250.000 ha. Questo ha portato la nostra Regione ad essere riconosciuta in Europa e nel Mondo come "l'Isola biologica".
Nel periodo 2003/06 il programma agro-ambientale istituito ai sensi del Reg. CE 1257/99, con una modesta disponibilità di risorse (55 Mln di Euro), ha consentito l'attivazione di una sola Misura diretta alle aziende zootecniche. Attualmente percepiscono gli aiuti circa 620, con una superficie di 53.000 ha, contro un totale di 1.370 aziende iscritte all'Albo regionale dei Produttori Biologici.
Oggi, a fronte di una crescente richiesta di prodotti biologici a livello mondiale, la Regione Sardegna si accinge ad approvare, nonostante le nostre vive proteste, il nuovo PSR 2007/13 con aiuti per il settore biologico di soli 44 Mln di Euro, a fronte di 1.259 Mln di Euro disponibili, che coinvolgeranno solamente circa 550 aziende, per una superficie prevista di 44.000 ha.
Dal punto di vista commerciale, il fatturato mondiale del settore biologico è passato da 25,5 Md di Euronel 2005 a 31 Md di Euro nel 2006, con un trend di crescita superiore al 20%. Siamo, pertanto, nella fase di piena espansione del mercato dei prodotti biologici, con una ipotesi al 2010 di un fatturato che potrebbe attestarsi sui 50 Md di Euro (fonte IFOAM).
Il Coordinamento per l'Agricoltura Biologica in Sardegna, che rappresenta unitariamente il settore - con la partecipazione delle Associazioni dei produttori, degli Organismi di controllo e di Federbio - ritiene che le risorse individuate siano insufficienti per sostenere una politica di crescita dell'agricoltura biologica. Da nostre valutazioni emerge che sono necessarie risorse pari ad almeno 200 milioni di euro, per consolidare e sviluppare il settore garantendo un finanziamento a circa 5.000 aziende.
Nell'ambito dell'Asse II del PSR, oltre il 70% degli importi finanziari sono concentrati sulle misure di Indennità compensative e Benessere animale, finalizzate ad erogare indennità per sostenere i redditi delle imprese tradizionali e non a sviluppare un'offerta di prodotti di qualità, dal maggior valore aggiunto. Come è evidente, non emerge una chiara scelta atta a favorire uno sviluppo dell'agroambiente e dell'agricoltura biologica. Nonostante le politiche di indirizzo dell'UE, per le quali l'agricoltura biologica rappresenta l'approccio globale per la tutela dell'ambiente, della biodiversità, del paesaggio, del benessere degli animali e per un uso razionale del suolo. Pertanto, il Coordinamento ritiene che, nella bozza di PSR, esista un'evidente contraddizione tra la strategia di sviluppo dichiarata e le risorse finanziarie, che vengono effettivamente stanziate a favore dell'Agricoltura biologica.
In conclusione, dichiarare una strategia di incremento del settore biologico in Sardegna e allo stesso tempo stanziare risorse insufficienti, vuol dire non tenere conto delle indicazioni dell'UE e delle tendenze positive del mercato.
In questa prospettiva appare quanto mai inspiegabile la scelta operata nel PSR Sardegna di destinare risorse insufficienti all'agricoltura biologica che dimostra di avere un futuro sicuramente interessante.
Per una migliore comprensione di quanto sopra illustrato, si allega la sottostante tabella riepilogativa:
| stato |
periodo |
n° aziende |
Ha |
Aiuti PSR |
| attuato | 1996/2003 |
8.300 | 250.000 |
250 Mln |
| attuato | 2000/2006 |
620 | 53.000 | 55 Mln |
| previsto | 2007/2013 |
550 | 44.000 | 44 Mln |
| proposto | 2007/2013 |
5.000 | 200.000 | 200 Mln |
Il Coordinamento per l’agricoltura biologica in Sardegna



