Per disintossicarsi, niente di meglio di frutta e verdura crude. Assieme a tanto riposo
Vivere in modo innaturale e stressante intossica l'organismo. Alle
scorie che si accumulano nel sangue con il ricambio cellulare, si
aggiungono quelle generate dall'inquinamento alimentare, atmosferico e
farmacologico. «La tossiemia è all'origine di malattie come obesità,
cardiopatie, diabete e invecchiamento precoce», spiega René Andreani,
responsabile per la parte vegan dell'AVI (Associazione Vegetariana
Italiana) e presidente della LEPAV (Lega per l'Alimentazione Viva e
l'Igienismo) di Genova. «Se ci si alimenta, anche solo parzialmente,
per un certo periodo di tempo con cibi crudi, il corpo innesca un
processo automatico di depurazione». La dieta vede protagoniste frutta
e verdura, anche sotto forma di succo fresco, che va bevuto entro 20
minuti dalla preparazione per non perderne le proprietà.
«Frutta e
succhi vanno consumati lontano dai pasti, per non diluire i succhi
gastrici e non provocare fermentazioni», raccomanda René Andreani, che
aggiunge: «Ogni volta che mangiamo un vegetale crudo assimiliamo
energia, necessaria alla pulizia delle cellule e alla costruzione di
nuovi tessuti. Gli alimenti allo stato naturale conservano intatto il
corredo di "fattori vitali", tra cui ormoni, oligoelementi, essenze
volatili, antiossidanti, biostimoline e complessi antibiotici».
Per
favorire l'eliminazione delle tossine, non si dovrebbero esporre gli
ingredienti a una temperatura superiore ai 57 °C: «Essicando per
esempio i semi di lino si ottengono ottime torte e pizze, che offrono
nutrienti facilmente assimilabili. I cibi che rimangono "vivi" sono
fonti di enzimi che vanno a rimpiazzare quelli dell'organismo, persi
durante il processo di disintossicazione». Per depurarsi, oltre ai semi
oleosi, i naturopati consigliano le alghe e i germogli, che apportano
anche proteine già scisse in amminoacidi, tutte le vitamine e la
clorofilla, preziosa per il sangue. «I germogli devono essere consumati
ogni giorno, scegliendo tra 40 tipi diversi», afferma l'igienista.
«I
virgulti di alfa-alfa sono energetici; quelli di lenticchie, ricchi di
ferro, combattono l'anemia; quelli di fieno greco aiutano la
circolazione e l'ossigenazione dei tessuti. L'alimentazione dovrebbe
comprendere anche centrifugati di erba di grano (contiene vitamina B12,
antianemia, e 20 amminoacidi, di cui otto essenziali) e di erba di
orzo, che fornisce il potere antiossidante Sod (Super Ossido Dismutase)».
Nei primi giorni di disintossicazione, sarebbe opportuno riposare il
più possibile, perché l'organismo può reagire con febbre, mal di testa,
nausea e dolori articolari. Nel giro di settimane o di pochi mesi, in
relazione al grado di intossicazione, il corpo ritorna sano. «In questa
fase si deve dormire il più possibile, mangiare poco e semplice,
masticare a lungo e bere molta acqua». René andreani propone un metodo
in week-end dedicati, con il contributo di psicologi e medici.
L'autoguarigione è supportata da tecniche particolari, tra cui la
terapia del riso, che, aumentando la produzione dell'ormone della
crescita, riduce le tensioni; il Woi (Walking with oxigen injection),
camminata veloce e ritmata che agisce sul nervo vago e abbassa la
frequenza del battito cardiaco; e anche momenti di totale silenzio.
Vegetariani, 15 giugno 2007
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