Un sondaggio di Greenpeace rivela scarsa conoscenza della tecnologia e pochi controlli
Ai consumatori delle grandi città cinesi
non piacciono gli OGM e solo pochi hanno una conoscenza sufficiente
della tecnologia impiegata per produrli. Nel sondaggio svolto da
Greenpeace Cina nelle metropoli di Shanghai, Pechino e Guangzhou, il
65% dei cittadini intervistati ha dichiarato che non sceglierebbe cibo
contenente OGM, mentre un consistente 77% non mangerebbe riso
transgenico.L'indagine rivela anche che il livello di conoscenza dell'argomento è bassissimo, appena l'11%, al quale va aggiunto il 59% di coloro che ne hanno solo sentito parlare. Il sondaggio è un chiaro messaggio all'organismo tecnico che ha il compito di esaminare la sicurezza degli OGM, il Comitato per la biosicurezza, in quanto è stato reso pubblico proprio in coincidenza della chiusura del suo meeting biennale.
Le attività del comitato sono state oggetto di aspre critiche già in passato, al punto che il governo è stato costretto a un rimpasto dei membri e ad optare per un numero maggiore di esperti del settore della biosicurezza e dell'ambiente. Per il momento non ci sono le condizioni affinché venga concesso il via libera alla coltivazione del riso transgenico, considerato anche che i maggiori importatori, in particolare europei, sono orientati ad acquistare solo prodotti con certificato OGM-free. I casi di contaminazione delle esportazioni di riso per l'alimentazione umana e animale, in Europa e Giappone, hanno causato notevoli perdite alle aziende, rivelando quanto siano insufficienti i controlli svolti dalle autorità.
A preoccupare è soprattutto la contaminazione causata da campi di riso sperimentale a scopo farmaceutico: alcuni controlli hanno portato alla scoperta del riso GM illegale nei prodotti venduti in un mercato della provincia di Hubai.



