Stesso nome ma differente visione sui canali distributivi
Un matrimonio durato appena 5 anni, dal 1999 al 2004.Poi le sorti dei due partner si sono separate. È la storia di Mediterrabio,nata dall'unione tra la marchigiana Alce Nero, pioniere del biologico italiano e il Conapi, consorzio di apicoltori dell'Appennino emiliano.La tradizione dell'agricoltura biologica che sposa il mondo del miele. Poi, però, qualcosa si spezza e un accordo stragiudiziale nell'aprile 2004 sigla il divorzio: da una parte Mediterrabio che diventa Alce Nero &Mielizia,dall'altra Alce Nero Cooperativa.
«Siamo molto esigenti e volevamo rimanere fedeli allo statuto», spiega Gino Girolomoni, fondatore e presidente della cooperativa Alce Nero che oggi commercializza con il marchio Montebello. «La visione era un po' diversa-afferma Nicoletta Maffini, responsabile marketing di Alce Nero & MieliziaVolevamo aprirci di più al mondo esterno. Alce Nero era solo un pastificio e oggi le filiere sono tutte controllate, dalla pasta al riso, dal sugo di pomodoro all'olio».
Le due aziende oggi hanno voltato pagina. Alce Nero& Mielizia è una società per azioni che conta 8 soci, tra questi il consorzio Etimos, socio fondatore della Banca Etica. Un fatturato 2006 di 21 milioni- che secondo le attese dovrebbe salire a 23,5 milioni quest'annorealizzato per il 60% nel canale della grande distribuzione e per il 20% nei negozi specializzati.
Esporta il 15%all'estero,in particolare in Giappone doveè presente da dieci anni. In Italiaè attiva anche nel commercio equo e solidale e commercializza i prodotti del progetto Libera Terra,ottenuti dai terreni confiscati alla mafia.
«La separazione per noi ha voluto dire rinunciare al mercato italiano», spiega il presidente della Cooperativa Alce Nero, che esporta l'85%della produzione in Germania, Francia, Giappone, Usa e Svizzera. Con il nuovo marchio Montebello commercializza 40 tipi di pasta, ma anche riso, sugo di pomodoro e creme alla frutta per un fatturato di 5,1 milioni. «Poiché dal primo gennaio -conclude - abbiamo interrotto qualsiasi produzione per il nostro ex socio detentore del marchio Alce Nero, nel 2007 avremo lo stesso fatturato del 2006, nonostante la rinuncia a forniture per un milione di euro».
Il Sole 24 Ore, 12 giugno 2007



