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CINA-USA, E' GUERRA SUI PISTACCHI |
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Tuesday 12 June 2007 |
Il regime al contrattacco dopo le accuse di esportazioni contaminate
Come l´acqua minerale francese Evian e il pesce surgelato australiano,
il pistacchio americano è vittima di un´ondata di sequestri decisi
dagli ispettori delle dogane cinesi, in un improvviso giro di vite «per
tutelare la salute dei consumatori cinesi».
La scelta dei tempi non
è casuale. Lo zelo di Pechino nei controlli sulle importazioni
alimentari ha l´aspetto di una rappresaglia. Da mesi è la Cina a
trovarsi sul banco degli imputati, al centro di una serie di scandali
per i danni alla salute (a volte mortali) provocati dalle sue
esportazioni: prodotti alimentari o medicinali contraffatti. Il primo
caso scoppia ad aprile negli Stati Uniti, per la morte di centinaia di
cani e gatti avvelenati da un mangime "made in China" venduto nei
supermercati.
L´inchiesta americana risale rapidamente a una pista:
l´alimento per animali domestici contiene proteine vegetali mescolate
con un prodotto chimico usato nei fertilizzanti e nelle plastiche, la
melamina. Il bilancio della strage animale diventa più allarmante dopo
la scoperta che la melamina è finita anche negli allevamenti americani
di polli e maiali, con il rischio che la catena degli avvelenamenti
raggiunga anche i consumatori. Alle accuse venute dagli Stati Uniti il
governo cinese reagisce per molte settimane negando tutto, anzi
dipingendo lo scandalo come una montatura a fini protezionisti. Poi
arriva il voltafaccia: a fine aprile Pechino mette fuori legge la
melamina e di colpo fornisce alcune rivelazioni sulla lunga catena di
frodi che ha portato quel prodotto nei supermercati americani.
A maggio
le autorità cinesi danno la massima pubblicità a una spettacolare
condanna a morte: Zheng Xiaoyu, il grande capo dell´agenzia governativa
per i controlli igienico-sanitari dal 1998 al 2005, viene riconosciuto
colpevole di aver intascato 850.000 dollari di tangenti per dare il via
libera alla vendita di medicinali che non avevano superato i test di
sicurezza. Zheng dirigeva l´equivalente della Food and Drug
Administration (Fda) americana, una potente istituzione che sotto il
suo comando aveva rilasciato 170.000 licenze per farmaci e prodotti
alimentari. Con questa pena capitale, e l´annuncio di una campagna per
inasprire i controlli a tutela della salute, il governo di Pechino
spera di rassicurare il resto del mondo. Ma le condanne esemplari fanno
parte della liturgia del regime, come le campagne per applicare le
leggi. La cultura dell´illegalità, le collusioni tra potere politico e
business, la corruzione, non sono eccezioni. Le intossicazioni di massa
sono notizie di routine in Cina, la maggior parte dei colpevoli può
contare sull´impunità.
In America la strage di cani e gatti lascia
tracce più profonde.
La Fda moltiplica le verifiche sul "made in
China". In poco tempo i suoi ispettori mettono sotto sequestro 298
partite di prodotti alimentari in provenienza dalla Cina. Tutte hanno
regolari permessi e certificati sanitari rilasciati dalle autorità
cinesi, eppure sono gravemente pericolose per la salute: c´è della
frutta secca con conservanti cancerogeni, del pesce surgelato imbottito
di antibiotici proibiti, sardine e frutti di mare putrefatti dai
batteri, funghi impregnati di pesticidi illegali. A questo si
aggiungono altre 1.000 partite "made in China" sequestrate con prodotti
non alimentari egualmente nocivi per la salute: medicinali
contraffatti, cosmetici tossici, terapie dietetiche contaminate.
A
questo punto anche le autorità di Pechino cominciano a fare sul serio
nei controlli sanitari. D´incanto anche loro scoprono di essere
"invasi" da prodotti stranieri che presentano seri pericoli per il
consumatore. Come l´acqua minerale Evian, per esempio: i doganieri
cinesi sequestrano cinque container navali carichi delle celebri
bottiglie francesi. A Parigi qualcuno osserva maliziosamente una
coincidenza. Proprio in questi giorni si apre in Cina il processo che
la Danone (proprietaria di Evian) ha avviato contro il suo socio
cinese, un celebre miliardario accusato di gestire per conto proprio un
commercio parallelo di falsi prodotti Danone. Dopo la Evian tocca al
pesce surgelato australiano: i cinesi sostengono che è pieno di piombo
e cadmio. Infine la stoccata all´America, con il sequestro dei suoi
"pistacchi con formiche", e anche di una partita di uvette californiane.
Giocando
alle ritorsioni il regime cinese sembra sottovalutare l´intensità dei
timori che montano in Occidente. Vista la mancanza di trasparenza, lo
scarso rispetto delle regole, l´inesistenza di uno Stato di diritto, il
"made in China" nel campo agroalimentare e farmaceutico rischia di
essere identificato come una minaccia per la salute dei consumatori
occidentali. Dagli Stati Uniti all´Europa il successo dei prodotti
dell´agricoltura biologica
e del movimento "slow food" sono i segnali di una sensibilità salutista
in ascesa, che invece è ancora estranea alla nomenklatura comunista di
Pechino. La campagna contro il pistacchio americano può fare breccia
nell´opinione pubblica locale, per garantirsi la fiducia dei
consumatori occidentali bisognerà inventare qualcos´altro.
La Repubblica, 12 giugno 2007
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