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ALLA CONQUISTA DELLE ACQUE SICILIANE, SAN PELLEGRINO SPOSA SANTA ROSALIA |
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Friday 08 June 2007 |
Lo stabilimento dei Monti Sicani incrementerà la priduzione di 30 milioni di bottiglie l'anno.
Parla l´amministratore delegato Settembri "Puntiamo al cinquanta per cento del mercato"
Dai Monti Sicani alle tavole di oltre la metà dei siciliani.
Incrementerà la produzione di 30 milioni di bottiglie l´anno, fino a
raggiungere nell´arco di un decennio quota 250 milioni, più della metà
del mercato dell´Isola, lo stabilimento di Santo Stefano di Quisquina,
all´interno del parco dei Monti Sicani, dove da anni viene
imbottigliata l´acqua Santa Rosalia e che da un mese ha cambiato
proprietà, passando dalla Monti Sicani di Lercara Friddi alla
Sanpellegrino spa, gruppo della multinazionale Nestlé, leader in Italia
nell´ambito delle acque minerali e bevande. Da un mese, l´acqua della
sorgente Santa Rosalia è commercializzata con l´etichetta "Nestlé Vera
Santa Rosalia", una nuova confezione e lo slogan "Vera siciliana".
L´operazione
è partita con l´acquisto di una quota dello stabilimento, un anno fa, e
poi è stata conclusa nel marzo scorso, quando la Sanpellegrino ha
rilevato l´intera produzione. Un investimento di cinque milioni di
euro, che ha portato alla costruzione di un capannone accanto al
vecchio stabilimento, all´introduzione di nuove tecnologie e
all´inaugurazione di una nuova linea di produzione, che ha fatto
lievitare l´imbottigliamento da 16.500 pezzi l´ora a 46 mila, mentre i
livelli occupazionali - nello stabilimento lavorano 22 dipendenti -
restano per il momento pressoché uguali.
«Questo progetto parte
dalla nostra volontà di diversificare la produzione, per lo più
concentrata nel Nord Italia - spiega Marco Settembri, amministratore
delegato della Sanpellegrino spa, che ha partecipato ieri a Palermo al
meeting sulla salvaguardia del Mar Mediterraneo dell´Unep/Map,
programma delle Nazioni unite - e di investire in un mercato con grandi
potenzialità. Alle falde dei Monti Sicani abbiamo trovato una sorgente
sicura e un´acqua con caratteristiche perfette, una oligominerale
adatta al consumo di tutta la famiglia, un po´ come la nostra Nestlé
Vera, tra le più bevute, un´acqua che sgorga da una fonte veneta. Il
nostro obiettivo è quello di sostituire questo brand, presente nel 23
per cento del mercato siciliano (circa 400 milioni le bottiglie vendute
all´anno in tutta l´Isola), conquistando con il nuovo marchio oltre il
50 per cento dei consumi».
Nel primo mese di lancio, la "Nestlé Vera
Santa Rosalia" ha già raggiunto il 95 per cento dei supermercati
siciliani attraverso la rete di trenta distributori della
Sanpellegrino, che in Sicilia vende sei delle sue nove etichette, da
Levissima a Perrier, con target e canali di distribuzione differenti.
«Il nostro punto di forza - dice Settembri - è il prezzo molto
competitivo - 0,33 centesimi la bottiglia - rispetto a quelli di altre
acque presenti nella grande distribuzione, che oscillano tra i 40 e i
60 centesimi. La nostra politica è quella di mantenere un prezzo
economico tutto l´anno ed evitare le promozioni occasionali, garantendo
alti controlli di qualità nell´imbottigliamento».
Il formato rimane
quello da due litri, ma nei piani di sviluppo c´è il lancio di formati
anche più piccoli, da mezzo litro a un litro, tutti rigorosamente in
bottiglie di plastica, perché il vetro destinato alla ristorazione «non
ha per il momento mercato nell´Isola». L´acqua made in Sicily però, a
differenza di alcune concorrenti come la toscana Panna o la trentina
Levissima, non varcherà i confini della regione. «Si rischierebbe di
esaurire in pochissimo tempo la risorsa idrica a disposizione -
conclude Settembri - senza contare gli alti costi di distribuzione».
L'Espresso, 8 giugno 2007
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