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23 AZIENDE SCELGONO IL BIO NEL BELLUNESE

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18 praticano già l'agricoltura biologica, mentre 5 intendono convertirsi all'agricoltura biologica entro il 2007


aziende_bio_veneto.jpgLe aziende agricole biologiche, per essere tali, sono controllate da organismi riconosciuti dal Ministero dell'agricoltura. Questi organismi di certificazione verificano, con visite ispettive in azienda, esami dei registri dei trattamenti, analisi chimiche sui prodotti, la corretta applicazione dei metodi dell'agricoltura biologica.

 Molte piccole aziende dei comuni del Parco sono interessate ad adottare i metodi dell'agricoltura biologica, ma devono affrontare costi elevati, in proporzione al valore della loro produzione, per ottenere la necessaria certificazione. Per questo il Parco ha avviato un progetto per la promozione dell'agricoltura biologica nei 15 Comuni che rientrano nell'area protetta.

 Il progetto prevede che il Parco sostenga il 50% dei costi (fino ad un massimo di 500 € /azienda) per la certificazione delle aziende biologiche.

 Il termine per presentare al Parco la domanda di contributo è scaduto lo scorso 31 maggio, con risultati incoraggianti: sono infatti pervenute 23 domande di aziende agricole. Tra queste 18 praticano già l'agricoltura biologica, mentre 5 intendono convertirsi all'agricoltura biologica entro il 2007.

 Le aziende sono distribuite in tutta l'area del Parco: gli appezzamenti coltivati si trovano in 13 comuni. Cesiomaggiore è il Comune più rappresentato, con 9 aziende, seguito da San Gregorio, Rivamonte, Sedico, Pedavena e Sovramonte con 2 aziende ciascuno.

 Nei prossimi giorni una commissione tecnica esaminerà le domande, per verificare la loro ammissibilità e procedere con l'erogazione dei contributi. Se tutte le domande presentate risulteranno ammissibili questo primo anno di attività del progetto garantirà la presenza, nei comuni del Parco, di quasi 220 ettari a coltura biologica, dei quali 6 a colture erbacee, 180 a prato e pascolo, 25 a frutteto, 4 a colture orticole.

 Complessivamente le aziende che hanno presentato domanda di finanziamento allevano 146 bovini e 283 capre. Hanno richiesto il contributo anche 6 apicoltori, che hanno in totale quasi 500 arnie, e 3 aziende di trasformazione, che producono marmellate, sciroppi, succhi di frutta, pane e dolci ottenuti utilizzando frutta e altri ingredienti biologici. Oltre l'80% delle aziende che ha richiesto il contributo aderisce già al circuito "Carta qualità" del Parco. L'agricoltura biologica garantisce al consumatore cibi sani, privi di residui di sostanze chimiche tossiche, ottenuti nel rispetto dell'ambiente, senza usare prodotti chimici di sintesi per la concimazione o la difesa dai parassiti. Promuovere questa agricoltura è una delle finalità dei Parchi.


Il Corriere delle Alpi, 7 giugno 2007