Greenplanet.net - organic food & natural lifestyle

Sunday
Nov 23rd
Home

MARINA DI MASSA, LA SFIDA DEL CONSUMO CRITICO

E-mail Stampa PDF

Strategie dei gruppi di acquisto solidali tra nuove tecnologie e produzioni tradizionali


disegno_gas.jpgRiflessione sul consumo critico nell'ottica dello sviluppo di un'economia solidale e dei diritti nel settimo convegno nazionale dei Gas, i gruppi di acquisto solidale, che si è aperto ieri all'ostello Turimar di Marina e si chiuderà stasera. L'obbiettivo dei Gas è favorire gli acquisti collettivi dlele famiglie privilegiando piccoli produttori locali, merci biologiche e tradizionali, lavorazioni "etiche" (che rispettano i diritti dei lavoratori) e eco-compatibili. Ma chi ne fa parte utilizza molto anche le nuove tecnologie: i gruppi, riunioni a parte, si tengono in contatto al loro interno e con i produttori utilizzando internet e l'e-mail e anche cataloghi e ordini sono spesso gestiti con interfaccia web. I rapporti tra i Gas, il mercato e l'economia nel suo complesso sono stati affrontati, nel convegno, grazie a sette gruppi di lavoro. Tra i temi affrontati energia, tessile, rapporti con la grande distribuzione, strumenti per la gestione degli ordini, sostegno allo sviluppo dei Gas, Gas e creative Commos, conoscenza della finanza etica.

«Ogni gruppo di lavoro di lavoro - ha spiegato Paolo Menchini, coordinatore del Gas di Massa Carrara - ha molteplici scopi. Innanzitutto deve ricondurre sul tema tutto il gruppo partendo dalle varie esperienze di ciascuno. Ma non bisogna fermarci al solo aspetto narrativo. Chiunque abbia idee a proposito del tema le presenta agli altri e fa varie proposte, con l'obiettivo di raggiungere, tramite la discussione democratica, ma senza votazioni a maggioranza, una idea comune a tutti, un progetto condiviso da portare avanti e sviluppare». Progetti spesso a lungo termine, ma non solo, specialmente in un area critica come quella dl tessile a cui servono risposte rapide, come testimonia Roberta Frati: «Il tessile è un settore particolarmente delicato. Influisce su di esso la moda, la società e l'ambiente in cui viviamo, che impongono a noi e al nostro gusto dei "requisiti". In tal senso abbiamo già provveduto a pre-finanziare la produzione di una felpa, disegnata da uno stilista italiano, quindi confacente alla nostra società. Sulla garanzia di produzione solidale di tale felpa ci siamo poi rivolti ad una agenzia di commercio equo che garantisce tutta la fase produttiva,a partire dal cotone biologico, che avviene in una ditta di un paese dell'India, i cui utili saranno poi reinvestiti in strutture nel villaggio».

Un'esperienza importante viene anche da Modena, raccontata da Enrico Missola: «Nella primavera del 2005 i membri dell'associazione Ghanese di Modena hanno fondato Ghanacoop, con la collaborazione della provincia di Modena e dell'organizzazione internazionale per le migrazioni, una delle prime esperienze in Italia di cooperazione allo sviluppo creazione di impresa sociale da parte di immigrati. Favorendo un commercio equo e solidale di ortaggi e frutta esotica provenienti dal Ghana si propongono di favorire lo sviluppo del paese d'origine nel rispetto della natura e dei lavoratori, realizzando opere di sostegno nel villaggio di Gomoa Simbrofo». Non mancano i problemi, legati alla grande distribuzione: «Si tratta di capire come rapportarci con i fornitori che distribuiscono anche alla grande distribuzione - ha evidenziato Paolo de Toni - con la quale siamo in contrasto dal punto di vista logico e filosofico. Noi vogliamo un consumatore critico, loro confuso». Anche l'energia rappresenta un grande dilemma, come ci tiene a illustrare Mauro Serventi, fondatore del Gas di Fidenza, il primo in Italia: «Bisogna eliminare la dipendenza dalle energie concentrate dannose, come petrolio e nucleare, cercando di produrre energia autonomamente, come singoli o associazioni, e soprattutto da fonti rinnovabili, ricordando che il primo modo di aumentare l'energia disponibile, come insegna l'Europa, è l'aumento dell'efficienza e la diminuzione dei bisogni».


La Nazione, 5 giugno 2007