| DOLE, VERSO UNA SVOLTA ETICA? |
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| Scritto da Dario Muzzarini | |
| Monday 04 June 2007 | |
Il colosso della produzione e distribuzione di frutta e verdura fresca protagonista di alcune interessanti iniziative di responsabilità sociale Il recente festival del Fitness, tenutosi dal 2 al 6 maggio a Fortezza da Basso, ha visto come uno dei principali protagonisti, in veste di sponsor, Dole Italia, che non ha lesinato nel distribuire ogni giorno oltre tremila dei propri prodotti ai visitatori del festival.
L'iniziativa rientra in un ampio programma di comunicazione rivolto alla collettività che può essere sintetizzato con lo slogan "Mangiare tanta frutta e verdura fa bene al fisico". Non è difficile osservare che in questo caso la comunicazione ha evidentemente uno scopo sociale perfettametne allineato con il business della società. Tuttavia viene più facile dare credibilità all'inziaitva se la si osserva da un punto di vista generale. Dole infatti sta investendo in progetti di tracciabilità della filiera: cliccando sito http://www.doleorganic.com/ e digitando il codice che si trova sulle etichette delle banane biologiche, è possibile non solo risalire all'azienda agricola dove è stato coltivato il prodotto ma anche osservarne le immagini via satellite, attraverso Google Earth. Compaiono inoltre informazioni sull'azienda, quali ad esempio certificazioni ambientali, come la ISO 14000 o sociali, coma la SA8000. La comunicazione sociale, mirata a diffondere una migliore cultura alimentare, si associa quindi a iniziative volte ad assicurare al mercato una certa trasparenza sulla propria attività. Tuttavia, se da un lato accogliamo benevolmente queste iniziative, non possiamo esimerci dal considerare che la compagnia è da diverso tempo oggetto di denunce internazionali in quanto si sarebbe macchiata di diversi "comportamenti irresponsabili". In particolare, in Nicaragua la multinazionale è stata accusata di aver danneggiato la salute di alcuni lavoratori che erano addetti all'utilizzo di un prodotto denominato Nemagòn, casuandone in diversi casi la morte1. Lasciamo al lettore la possibilità di interrogarsi sulle reali responsabilità dell'azienda rispetto al citato scandalo. La speranza è certamente quella di vedere una realtà così importante e globale sempre più orientata, con parole e fatti, a diventare un protagonista responsabile del mercato, un leader non solo per quote di mercato e ricavi ma anche per metodi produttivi e gestione delle risorse umane attente alla salute e alla sicurezza dei lavoratori. D'altro canto, è noto: più una realtà e grande, più è visibile e soggetta al giudizio dei consumatori, che oggi stanno comprendendo di poter scegliere influenzare il mercato a rispettare determinati standard produttivi. Annunciare svolte etiche, seguite da simili scandali, potrebbe rivelarsi estremamente dannoso per la reputazione e per la credibilità dell'impresa. 1 Il Centro Nuovo modello di sviluppo ha pubblicato un dossier sull'azienda, disponibile qui.
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