In virtù delle sue qualità ecologiche, il legno è una materia rinnovabile, ma soprattutto delle sue prestazioni in termini di isolamento e sicurezza attualmente vive un'ampia rivalutazione nell'edilizia sostenibile. Nell'immaginario nostrano però è ancora il mattone a fare da padrone, in virtù di immotivati pregiudizi nei confronti di questo materiale. Da un punto di vista urbanistico nel nostro paese le case in legno sono diffuse solamente nelle aree montane, ma anche in zone agricole o rurali di pianura poichè hanno caratteristiche estetiche che si adattano a questi contesti. Nelle zone residenziali però stentano ad affermarsi, spesso a causa di vincoli imposti dal Piano Regolatore locale, che non concede l’autorizzazione edilizia per tali manufatti.
Le caratteristiche del legno in realtà soddisfano molti dei requisiti richiesti per le case a basso consumo, offrono un confort abitativo di qualità superiore e un impatto ambientale irrisorio, se confrontato alle costruzioni in muratura. Come materiale di costruzione i vantaggi sono notevoli: il legno è elastico, gode di un’elevata resistenza a trazione e compressione, ha un peso specifico basso, si taglia facilmente e può essere assemblato in diversi modi. Ottime le prestazioni termo-acustiche: le capacità di isolamento e coibentazione permettono di conseguire facilmente un risparmio energetico del 40-50 % rispetto alla stessa costruzione in cemento o mattoni. Una parete in legno spessa 10 cm infatti isola quanto una parete di calcestruzzo spessa 80 cm. Per quanto riguarda la salubrità degli ambienti una delle caratteristiche costituive di questo materiale è proprio la traspirabilità e la permeabilità al vapore acqueo, fattori che rendono le abitazioni sane, a patto che i materiali utilizzati per l’isolamento non impediscano questa respirazione naturale. L’umidità, che inevitabilmente attraversa le strutture, dovrebbe sempre poter uscire e permettere che la struttura si asciughi.
Sul fronte dei costi e dei tempi di realizzazione il vantaggio sul cemento è abissale: un prefabbricato in legno può essere montato in pochi mesi, se non addirittura settimane. Si abbattono drasticamente i costi di costruzione dell'edificio ed anche i costi successivi per la manutenzione. Ma cerchiamo di rispondere alle principali obiezioni e pregiudizi sull'impiego di questo materiale per uso civile. Anzi tutto la resistenza al fuoco e il paventato pericolo di incendio. Il legno si incendia, è vero, ma l’autocombustione si innesca con temperature superiori ai 300 gradi. Molti forse non sanno che invece le strutture di costruzione tradizionale sono costruite con materiali che hanno caratteristiche di resistenza al fuoco inferiori. Ad esempio l’acciaio di cui è costituita l’armatura portante dei solai, si dilata ad una temperatura di 200°C, pertanto, in caso di incendio, il rischio di crollo in una casa con solai in cemento armato è superiore rispetto ad una in legno.
Nelle case in legno i materiali vengono opportunamente trattati con sostanze ignifughe e la struttura portante non mai direttamente esposta all’azione delle fiamme, ma opportunamente protetta e rivestita da materiali idonei: tutti gli strati contribuiscono ad aumentarne la resistenza al fuoco. Anche per quanto riguarda la durata degli edifici tutti i pregiudizi del caso sono sconfessati dalle tantissime costruzioni in legno sparse in tutto il mondo che dopo secoli si conservano perfettamente integre, malgrado le avversità climatiche e geologiche. Sulla resistenza ai terremoti e alle norme antisismiche il vantaggio è evidente: essendo questi edifici costruiti su delle piattaforme di cemento, in caso di sollecitazioni sismiche “galleggiano” sul terreno, senza riportare danno alcuno.



