Presentato un motore di ricerca con ridotto impatto ambientale
Si chiama "Blackle" e rappresenta in pratica una versione ecologica del motore di ricerca google. La differenza principale sta nell'aspetto con cui si presenza ai navigatori: la pagina è composta da uno sfondo completamente nero.
L'idea nasce come una risposta alla provocazione lanciata dal blog ecoiron,
con la quale si spiegava che se la pagina di ricerca di google fosse
stata nera anziché bianca, in un anno sarebbe stato possibile
risparmiare qualcosa come 750.000 megawatt/h.
Questo
semplicemente perchè un monitor consuma mediamente di più per
visualizzare una schermata bianca (quale la versione tradizionale di
google) rispetto a un'equivalente schermata in versione nera (come
spiegato dal sito microtech).
Considerato l'elevato accesso al motore di ricerca a livello mondiale (ogni
giorno il motore di ricerca risponde a 200 milioni di richieste,
calcolando un tempo medio di visualizzazione di 10 secondi si arriva a
stimare in 550mila ore ogni giorno la permanenza sull'home page di
Google sugli schermi degli utenti[1]), si può comprendere che effettivamente sarebbe possibile conseguire un risparmio energetico complessivamente rilevante.
Fanatismo, esagerazione, provocazione?
Forse. Fatto sta che Heapmedia, società australiana fondata nel 2005, ha presentato Blackle, un'alternativa "nera" al più famoso e candido Google.
Blackle
in realtà non è un concorrente di google, in quanto utilizza il motore
di ricerca americano come strumento di ricerca, ma non è al momento di
proprietà di Google.
È interessante sottolineare come a uno stimolo dell'opinione pubblica, vista mancata risposta dell'azienda coinvolta abbia sopperito una
società estranea, che ha compreso come alcuni soggetti avrebbero potuto
accogliere positivamente un motore di ricerca a basso impatto
ambientale, magari preferendolo al classico Google, senza per questo
dover rinunciare alla qualità della ricerca.
In tutto questo, Google probabilmente sta a guardare, ben lieta di
avere un ulteriore sito da cui è possibile fare ricerche attraverso
Google, e probabilmente curiosa di vedere se e quanto il nuovo motore
si diffonderà tra gli utilizzatori di internet, ora che i navigatori
con una coscienza verde possono permettersi di scegliere: Blackle
infatti può anche rappresentare un indicatore di quanto, a parità di
servizio erogato, gli utenti preferiscano una scelta "ecologica" o meno.
[1] www.lanuovaecologia.it articolo di MATTEO CAMPOFIORITO



