| L'AGRITURISMO DEL FUTURO VA SU INTERNET E PARLA INGLESE |
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| Tuesday 29 May 2007 | |
Cresce la qualità dell'offerta ricettiva grazie alla formazione, la chiedono l'80% delle aziende, e alle nuove tecnologie. "Solo così le nostre aziende sono competitive sul mercato" dice il presidente Piccini. Email facile per 7 agriturismi su 10, ma il 14% non ha ancora la connessione ad internet Offerta più qualificata grazie alle nuove tecnologie e alla formazione professionale per gli agriturismi della provincia di Firenze. Per le 535 strutture agrituristiche fiorentine (terza provincia toscana per numero dopo Siena e Grosseto), sarà sempre più importante elevare l'offerta qualitativa, che passa dalla conoscenza della lingua inglese all'uso di internet, per essere competitive sul mercato. Lo ha reso noto la Cia Firenze che ha condotto, nell'ambito di due progetti formativi europei, Op.Agrit. e Forestur, un'indagine effettuato su un campione rappresentativo di 25 aziende agrituristiche del territorio, i cui risultati sono stati presentati quest'oggi durante la consegna di 19 attestati per l'attribuzione della qualifica di "operatore agrituristico", necessaria per le "tre spighe", la categoria massima degli agriturismi. <<La formazione e l'aggiornamento - sottolinea il presidente della Cia Firenze, Sandro Piccini - sono due elementi indispensabili per elevare la qualità, e soprattutto per non correre il rischio di trasformare gli agriturismi in alberghi o affittacamere, potendo contare su grandi risorse e professionalità. Dal territorio alle nostre produzioni tipiche, passando per la tradizione e la cultura delle aree rurali: sono tutti elementi che devono caratterizzare il concetto di qualità, che se però tenuti distanti da una formazione continua, non permettono di elevare la qualità media del settore>>. La pensano così 8 conduttori di agriturismo su 10: per loro una formazione costante può migliorare le competenze necessarie nel lavoro quotidiano. I risultati: il 68% degli intervistati ha più di tre anni di esperienza nel settore; sono tutte aziende agricole che operano nel turismo rurale per incrementare il reddito agricolo, e la conduzione è poco più che a livello familiare visto che solo il 5% ha più di 5 occupati in azienda. Buono il livello di scolarizzazione, l'86% possiede un diploma di scuola superiore o è laureato; mentre il 68% degli intervistati ha frequentato corsi in materia di igiene e sicurezza alimentare, ed il 13% ha nel proprio bagaglio nozioni di marketing aziendale. Nel dettaglio c'è bisogno di formazione nelle nuove tecnologie, per il 38%; nell'area gestionale, per il 27%; nel servizio clienti, per il 19%, e nell'area linguistica per il 16% degli intervistati. Fra le priorità c'è l'esigenza di migliorare l'uso della posta elettronica, la usano solo 7 su 10; ma anche l'utilizzo di internet, ma ancora il 14% degli agriturismi non ha una connessione ad internet. La prima lingua da imparare è invece l'inglese. <<La tecnica formativa preferita - spiega Salvatore Enrichetti, amministratore di AgriCia Firenze, l'ente di assistenza tecnica della Cia - è quella tradizionale, partecipando personalmente ai corsi, solo per pochi è valida la formazione a distanza. Gli aspetti che hanno più interessato sono le tecniche di vendita e promozione professionale, oltre che tutte quelle conoscenze che le norme in vigore hanno reso indispensabili>>. Intanto prosegue il progetto Forestur (dettagli su: www.forestur.net) frutto di un partenariato internazionale (con Ungheria, Romania e Spagna) nell'ambito del programma Leonardo 2006, il cui obiettivo principale è quello di mettere a disposizione degli operatori del settore turistico delle aree rurali dei corsi di formazione continua realizzati sulla base delle esigenze delle aziende. Cia Firenze, 29 maggio 2007
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