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OGM, PIU' TUTELA PER IL BIOLOGICO

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La Cia: "Il Parlamento europeo indica una soglia di tolleranza dello 0,1%"
 
tutela_biologico.jpgSoddisfazione è stata espressa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito al voto del Parlamento europeo con il quale si sollecita una normativa più stringente riguardo alla produzione e all'etichettatura dei prodotti biologici al fine di evitare le contaminazioni da Ogm, la cui presenza accidentale non deve superare la soglia dello 0,1 per cento.

Si tratta - afferma la Cia - di un importante pronunciamento con il quale si respinge in modo deciso la proposta di riforma Ue del regolamento sull'agricoltura biologica, avanzata dalla Commissione di Bruxelles che prevedeva una soglia di tolleranza dello 0,9 per cento da contaminazione Ogm. Un regolamento contro il quale c'è stata una ferma mobilitazione in Europa e alla quale la Cia ha aderito firmando un "manifesto-appello" per preservare il diritto degli agricoltori e dei consumatori a produrre e a mangiare cibi biologici completamente privi di organismi geneticamente modificati.

Insomma, un pronunciamento con il quale viene garantita la qualità e la tipicità delle produzioni e nello stesso tempo si salvaguardia la biodiversità dell'agricoltura italiana.

E' positivo anche il fatto che gli europarlamentari -sottolineano la Cia e la sua Associazione per l‘agricoltura biologica (Anabio)- auspichino obiettivi più ambiziosi nella  tutela e nella valorizzazione del biologico e un allargamento del campo d'applicazione che comprenda catering e ristoranti.

Cia e Anabio, comunque, sono rammaricate perchè non è prevista la codecisione in materia di soglie di contaminazione da organismi geneticamente modificati. In questo modo ogni decisione non dovrà essere presa di comune accordo tra Parlamento europeo, Consiglio dei ministri e Commissione europea.

Il voto del Parlamento europeo -conclude la Cia- deve rappresentare, tuttavia,  un punto fermo sul quale basare le trattative a livello comunitario, Per questa ragione s'invita il governo italiano ad impegnarsi affinché possa essere rivista la proposta di riforma della Commissione Ue e tutelata così la qualità delle produzioni biologiche.


L'Avvenire, 23 maggio 2007
 

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