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NASCE LA PRIMA COMUNITA' DEL CIBO A ENERGIA RINNOVABILE PDF Stampa E-mail
Tuesday 22 May 2007

Il progetto è frutto di un'intesa tra Slow Food Toscana, Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus e Co.Svi.G

distretto_energie_rinnovabili.jpgÉ stato presentato sabato, nell'ambito della manifestazione fiorentina Terra Futura, il Distretto delle energie rinnovabili e alternative della Toscana, uno dei primi poli tecnologici e di ricerca in Italia, promosso da Regione Toscana insieme a nove piccoli Comuni tra le provincie di Siena, Pisa e Grosseto. Il progetto è frutto di un'intesa tra Slow Food Toscana, Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus e Co.Svi.G (il Consorzio che unisce i Comuni dell'area interessata).

Questo comprensorio, che interessa una popolazione di circa 20 000 abitanti, diventerà la prima comunità del cibo a energia rinnovabile e pulita del mondo, entrando così a far parte della rete toscana di Terra Madre e quindi del più ampio circuito internazionale di comunità del cibo. La nascita del distretto permetterà di realizzare, attraverso finanziamenti, sistemi innovativi di utilizzo di energia pulita e rinnovabile nell'allevamento, la coltivazione di ortaggi ed erbe officinali, la produzione di formaggi e salumi.

Tutto questo all'interno di un sistema di produzione agroalimentrare che già si distingue per la qualità e la sostenibilità delle produzioni agro-alimentari. Alla presentazione è intervenuto, tra gli altri, Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus: «Il protocollo firmato oggi con il Co.Svi.G rappresenta l'applicazione pratica dei principi del "buono, pulito e giusto" in campo agricolo. Slow Food e la Fondazione per la Biodiversità si impegnano a promuovere l'esempio del distretto toscano tra le altre comunità del cibo del mondo affinché queste possano replicarlo nelle loro realtà».

«Con la creazione del distretto - afferma Giovanna Licheri, presidente di Slow Food Toscana - le condotte Slow Food del territorio potranno coniugare le loro attività di promozione delle piccole produzioni eccellenti che rischiano di scomparire, la valorizzazione dei territori, il recupero di mestieri e tecniche di lavorazione tradizionali con l'innovazione tecnologica nel settore delle energie pulite e rinnovabili».


Slow Food, 22 maggio 2007
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