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ALTRAGRICOLTURA, UN'OCCASIONE PERDUTA

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Pubblichiamo una lettera giunta in redazione, inviata da un gruppo di firmatari, i quali, hanno deciso di concludere la loro attività in seno al movimento Foro Contadino - Altragricoltura, dissentendo dalle scelte politiche intraprese dalla nuova dirigenza.  Per completezza d'informazione rimaniamo in attesa della replica della nuova dirigenza di Altragricoltura, la quale ci ha informato che invierà un documento che sarà condiviso dall'esecutivo nazionale attualmente in carica.


altragricoltura-logo.pngIn seguito agli eventi incresciosi verificatisi negli ultimi tempi in seno al Foro Contadino, intendiamo, in questa sede, esporre le ragioni per le quali, non senza una sofferta ponderazione, noi sottoscrittori del presente documento riteniamo conclusa la nostra esperienza all'interno di un'associazione sorta col proposito di configurarsi come un movimento di contadini che proponeva una nuova visione dell'agricoltura, un nuovo metodo di lavoro con al centro il protagonismo dei contadini stessi che creavano finalmente un luogo dove assumersi direttamente la responsabilità del proprio agire, senza deleghe.

Non è andata purtroppo così: oggi siamo arrivati al punto di non riuscire più ad identificarci con questa medesima associazione che pure molti di noi hanno tenuto a battesimo. Gli ultimi tempi sono stati lontani dalla più radicale modalità della <contadinità>: i tempi dell'agire politico, delle iniziative da seguire, delle relazioni e della organizzazione, sempre meno si sono conciliati con i tempi del lavoro in azienda, nelle stalle, nei campi.

Il divario di attivismo tra chi può permettersi di dedicarsi a tempo pieno all'impegno politico, con fini di mobilitazione e di tutoraggio del movimento, ed i soggetti reali dell'Associazione, indissolubilmente invece legati al quotidiano lavoro nei campi, si è via via ingigantito, creando quella che viene metaforicamente chiamata la "doppia velocità". Questo fenomeno è stato esasperato da un'altra caratteristica che ha contraddistinto l'azione di FC: la necessità di inseguire costantemente gli eventi per l'ambizione di arrivare sempre primi e piantare ovunque le bandiere del FC, in totale contrasto con l'indimenticata lezione di Alex Langer "lentius", "profundius" e "soavius", così consonante invece con la sensibilità ed i tempi contadini.

Infine l'atteggiamento di chi si adoperava per arrivare primo gareggiando con altri che si muovevano per gli stessi scopi, ha fatto sì che per il FC si sia creato una sorta di isolamento venendo meno le condizioni per una armoniosa e costruttiva collaborazione con altri soggetti e associazioni. Si sono quindi susseguite infinite ed inutili analisi e discussioni per porre rimedio a questa situazione, fino alla decisione presa ufficialmente da un direttivo legittimamente convocato e costituito nel settembre 2006, in cui si deliberava, all'unanimità, di sospendere dagli incarichi nell'associazione, sino all'assemblea generale, uno dei coordinatori del FC, ovverosia Gianni Fabbris, persona che in maniera preponderante aveva contribuito a generare questo divario.

Purtroppo tale deliberazione sortiva l'effetto contrario: anziché prendere atto della situazione insostenibile e adeguarsi alla richiesta, o eventualmente appellarsi ai Probiviri dell'Associazione perché dirimessero la contesa, come prevede in simili casi ogni Statuto democratico, GF si ammutinava autonominandosi giudice supremo, decidendo di "non riconoscere" tale direttivo del FC, con le relative decisioni e lanciando una sfida a tutti gli aderenti del FC, proponendo altra riunione e altro "direttivo", costituendo una nuova Associazione parallela con tanto di statuto, registrando, subito il mese dopo, il 26 ottobre 2006, nuovi siti internet (altragricoltura.net, altragricoltura.info e sovranitalimentare.net ) più congeniali ad una visione delle masse contadine calibrata secondo la propria proiezione e scagliando quindi una vera e propria offensiva nei confronti di coloro che avevano osato macchiarsi del reato di lesa maestà. Ha creato in sostanza, all'interno del FC proprio quell'ambiente, retaggio della peggior politica del secolo passato, che tutti noi ritenevamo da tempo sconfessata, con la patetica disfida delle tessere da contare alla prima assemblea generale utile.

La voluta assenza di tutti coloro (salvo alcuni di noi, che avevano sentito la necessità di testimoniare comunque il disappunto di tutti quelli che rappresentavano il nucleo <storico> del FC) che sino ad allora avevano sperato di condividere passioni, in autonomia, per un percorso collettivo di cambiamento della nostra agricoltura e del rapporto con i fruitori dei nostri prodotti, la scelta cioè di non praticare gli stessi metodi, di non presentarsi ad una assemblea dove la stragrande maggioranza dei presenti non conosceva nulla del nostro percorso, ha consegnato nelle mani di GF un contenitore pieno di grandi parole d'ordine e buoni propositi ma svuotato delle persone che lo avevano partecipato e vissuto fino a quel momento.
Certo è che si resta costernati davanti all'avallo politico ed al supporto logistico che il Partito della Rifondazione Comunista (attraverso una "fondazione" ad essa collegata) ha dato in maniera incondizionata a GF!

Ciò ha fortemente contribuito alla disgregazione del movimento, dando prova di una "sensibilità" verso i veri attori di questo percorso, i contadini, degna di un pachiderma nel negozio di cristalli. Non abbiamo gradito la strumentalizzazione di cui siamo stati oggetto, il sentirsi pilotati, nella nostra presunzione d'autonomia, da chi disponeva di risorse incommensurabilmente più potenti delle nostre e, oltretutto, di provenienza indefinita, non quantificabili, mai democraticamente condivise. Il PRC non può esimersi dalle sue responsabilità nell'aver contribuito a far sorgere un movimento di <uguali> in cui però qualcuno era <più uguale> degli altri.

In seguito a quest'analisi, ancor prima di quella sui singoli avvenimenti, la nostra più totale delusione rispetto alle grandi aspettative suscitate in noi, ci ha determinato a ritirarci da questa bella avventura. Ci dispiace per coloro che hanno condiviso con noi queste speranze e che ancora non riescono a capacitarsi di quanto successo.

Questo spaccato di realtà è parte della storia attuale del movimento e ben si addice a mostrare come, tentando di imbrigliarlo e governarlo, si possano creare più danni che benefici. Noi, comunque, continueremo a batterci per "un altro mondo possibile"; certi che molte delle persone incontrate nel Foro Contadino le ritroveremo in qualche altro luogo, (a battersi) per i nostri diritti, per una nuova agricoltura. Con questa lettera ci congediamo, assumendoci la responsabilità di "congelare" il sito storico <http://www.altragricoltura.org>, in quanto ormai inutile - vista l'avvenuta registrazione di altri siti e relative associazioni -, lasciando a disposizione di chi volesse approfondire i percorsi e i nostri temi la lista di discussione storica del Foro Contadino sul sito http://it.groups.yahoo.com/group/forocontadino.


Firmato da [in ordine alfabetico] :
Alfredo Bagnasco - socio fondatore
Riccardo Bocci - socio fondatore
Renato Bologna - socio fondatore
Memmo Buttinelli - socio
Marzio Carletti - socio fondatore
Sabina Calogero - socio
Marco Chiletti - socio fondatore
Barbara Coscia - socio
Antonio Di Palma - socio
Massimo Gangemi - socio fondatore
Maurizio Gioli - socio fondatore
Tonino Lepore - socio
Sergio Mantovani - socio fondatore
Luigi Nicolis - socio
Fabrizio Novelli - socio
Roberto Pisani - socio fondatore
Francesco Riccardi - socio
Claudio Rossi - socio fondatore
Walter Rossteuscher - socio
Ottavio Rube (Valli Unite) - socio fondatore
Valter Sartoretto - socio fondatore
Ercole Tavazzani - socio
Simona Ugolotti - socio fondatore
Marisa Valente - socio fondatore
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